Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <354>
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Renata De Lorenzo
esclude infatti altri aspetti, attinenti ai processi di mobilità, con risvolti poli­tici interessanti, come la perdita dei veterani, il rimpiazzo da parte di nuove reclute con conseguente declino nell'efficienza tattica e l'ingresso sempre maggiore degli stranieri nell'esercito. Si stabilisce una reciprocità di rapporti tra uno stato ed una società militarizzata ed un'armata aperta agli stimoli della società civile.
Ma soprattutto una valutazione più politica della tematica militare ri­propone sbocchi unitari: coscrizione, diserzione, abilità sui campi di batta­glia, rientrano in un discorso generale sull'influenza delle armi nel Risorgi­mento, data la specificità del regno d'Italia rispetto agli altri paesi satelliti, per non essere essa ancora nazione. Creando l'armata italiana, in cui si mescolavano ufficiali piemontesi e napoletani, Napoleone contribuì a forma­re un'identità nazionale, ma con modalità da definire. 2
Tutto ciò influisce sulle forme della sociabilité cittadina, da esaminare sotto profili che vanno al di là del mondo delle accademie. Teatri e caffè, salotti privati, cerimonie pubbliche, luoghi di incontro, anche quelli della violenza e del disordine, il quartiere, la strada, ne sono le forme non solo in questo periodo ma potenziate o modificate dalla ristrutturazione ammini­strativa, dato il loro sorgere o aumentare in un numerosi nuovi capoluoghi di provincia. Con le feste sono uno strumento importante di propaganda e acculturazione politica, di ricerca di consenso; il teatro, nonostante il contra­sto tra la volontà di comunicare e la matrice elitaria, sia nel triennio giaco­bino che nell'età napoleonica, arricchisce le occasioni di incontro e con­fronto.
Rispetto alle attese che col secondo bicentenario si sono andate matu­rando,29) la stagione storiografica presente deve fare i conti colla riflessione
bilancia del potere militare nel continente, in quanto consentì ai comandanti di integrare i piani di guerra coinvolgendo molte aree di operazione e di usufruire di armi combinate, accrescendo l'elasticità delle operazioni e il potere tattico. Il moderno warfare comincia proprio con le campagne del 1809, le prime in cui le armate di Francia e Austria furono organizzate circa nello stesso modo. L. MASCILLI MIGLIORINI, Gli arsenali militari eie, p. 15.
2*9 F.C SCHNEID, Soldiers of Napolen's Kìngdom of Italy: Army, State and Society 1800-1815, Boulder, Westview, 1995. Il sentimento nazionale, attraverso l'armata, si precisò nel regno italico, secondo Schneid, più grazie ad un sentimento antiaustriaco del nazionalismo italiano che per fedeltà a Napoleone, data invece la disaffezione e le diserzioni, si che per lo stesso sentimento fu accettata anche, soprattutto prima del 1813, la coscrizione, nonostante la sua impopolarità. E le truppe comandate da Beauharnais diedero ottima prova di sé rispetto a quelle provenienti da altri paesi. Nel Regno di Napoli invece la semplice notizia della coscrizione provocò la rivolta delle Calabrie nel 1809.
) Nell'ottobre del 1989 Maurice Àymard, tracciando un bilancio dei dibattiti sulla ri­voluzione francese e della loro ripercussione fuori della Francia, notava la differenza tra le celebrazioni del 1939 e quelle del bicentenario in merito alla valutazione della dimensione