Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <355>
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Dalla scoperta della politica al tempo della politica 355
che ha caratterizzato le celebrazioni, sìa in merito alle interpretazioni, sia per il referente di significato politico nella contemporaneità.
Nel periodo iniziale sono prevalsi i confronti col 1889 o colle celebra­zioni del 1939: il primo centenario si era svolto all'insegna della validità del 1789 e del regime repubblicano e il centocinquantenario era stato un'ulte­riore conferma di sé da parte dei Francesi. Il bicentenario è apparso invece lontano da questa conferma e identificazione immediata di valori, ha sotto­lineato piuttosto una serie di carenze, nella consapevolezza di una Francia non più a tutto tondo, ma pronta a soffermarsi sulle proprie manchevolezze.
Negli ultimi tempi vanno sottolineati i tentativi di reagire alla tendenza alla regionalizzazione del discorso sulla rivoluzione,3 di pensare la poli­tica in un quadro nazionale, di fabbricare egualmente un'identità, un legame sociale collegandosi all'Europa e al mondo. Questo recupero comporta una diversa percezione dello spazio, non nella tradizione alla Braudeì, basata su cambiamenti lenti, sulle continuità, la durata, ma attenta alla congiuntura, come percorso più idoneo, attraverso l'indagine sul sociale, per riprendere e rinnovare il discorso politico.
Se ne ha conferma nel diverso coinvolgimento delle commemorazioni in una dimensione nazionale e in quella locale, in quanto la celebrazione da parte dello stato comportava che si fornisse alla collettività una versione dell'evento che era stato fondatore della repubblica ma anche all'origine degli antagonisti politici. La scena nazionale ha difficoltà quindi ad articolare passato, presente e avvenire, ma, nonostante la fine delle certezze del futuro del primo centenario, la commemorazione ha mantenuto l'aspirazione alla costruzióne di un progetto nazionale.
politica della rivoluzione, nel passaggio da tematiche sull'eguaglianza sociale, il mondo contadino ad altre che battevano sui diritti dell'uomo, sulla nascita della democrazia politica e sulla sua crisi immediata, sotto la minaccia del Terrore, nonché sulle forme della partecipazione alla vita politica, considerata nella sua dimensione più larga (stampa, feste, canti, manifesti, cerimonie, linguaggio della rivoluzione, vestiti, ecc. ), cioè la cultura della rivoluzione , i suoi simboli più che la realtà, indagati soprattutto a livello locale e regionale. Un altro filone di ricerche aveva minimizzato le conseguenze economiche e sociali dell'evento, anzi sottolineato la negativa interruzione di uno sviluppo economico legato al commercio coloniale. Egli indicava perciò come settori già battuti ma meritevoli di appro­fondimento quelli sullo spazio economico e le forme di industrializzazione ed ancora un ritorno al mondo dei contadini e delle campagne con studi comparativi fra paesi diversi, in quanto è il mondo contadino che disegna le tappe della rivoluzione parigina, scandita dalle concessioni fatte adesso dai ceti dirigenti. Indicava ancora gli effetti della liberalizzazione del mercato della terra, del lavoro e dei prodotti, nonché del mercato immobiliare urbano e suggeriva lo studio sugli effetti dell'inflazione. M. AYMARD, of>. /., pp. 11-13.
30) In questa ottica è possibile recuperare una dimensione nazionale che non sia anta­gonista a quella locale, di cui è esempio il lavoro di M. VOVELLE, ha dicouverte de la politiqiie. Gèopolitique de la revolution franfalse, Paris, 1992, trad. it. La scoperta della politica. Geopolitica della rivolutone francese, Bari, 1995, con pref. di A.M. Rao.