Rassegna storica del Risorgimento
Regno delle Due Sicilie. Storia politica. Secolo XIX
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360 Luigi Parente
Toscana e Stato pontificio.8) Eppure il regno meridionale si trovava in uno stato di malessere insostenibile, sul quale quanto aveva rivelato la Protesta del popolo delle Due Sicilie di Luigi Settembrini era solo l'ennesima radiografia di un letterato di una società schiacciata tra l'ottusità repressiva della sua classe politica e la miseria dilagante delle campagne.
Furono infatti i problemi di politica interna aggiunti alla recrudescenza della questione sociale di quel mesi a determinare la scelta costituzionale da parte del Borbone.
Dapprima ci fu infatti la rivolta secessionista di Palermo del 12 gennaio, che ebbe un effetto simbolico lacerante per il fatto che scoppiò il giorno del genetliaco del re, seguì poi quella del Cilento del 17, deUa quale era indiscutibile il movente sociale, trattandosi di un territorio di disgregazione contadina negli atti ufficiali si era soliti definirla la terra dei tristi noto per il disumano sfruttamento dei galantuomini locali oltre che per l'indole violenta degli abitanti.
H 27 gennaio infine si ebbe per iniziativa del Comitato napoletano una grossa manifestazione popolare in città, dove le strade principali furono attraversate da giovani con bandiere e coccarde tricolori al grido di Viva Pio IX! Viva l'Italia! Viva la Costituzione!.
La risposta del re di concedere la costituzione fu un atto di grande intelligenza: egli divenne in un colpo il protagonista unico della vita politica, riuscendo a bloccare il separatismo siciliano e a rispondere alle aspettative dei liberali. Le forze armate e l'esercito in particolare compresero l'inutilità di uno scontro frontale con la popolazione, e quindi lo stesso comandante della piazza il generale Statella consigliò il re d'imboccare la via delle riforme, dando così ascolto alle richieste dei suoi sudditi. Prendeva avvio in questo modo un processo di socializzazione politica senza precedenti, che assumerà in seguito i segni caratteristici dell'evento-1848, portando al contempo alla presa di coscienza delle diverse classi sociali nei confronti dei nodi strutturali del paese.
Per seguire, a questo punto, il vasto settore della pubblicistica costituzionale prodotta a diverso titolo dagli intellettuali meridionali nei primi mesi dell'anno resta indispensabile il Fondo Volpicella della Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria, nel quale si trovano insieme agli interventi di studiosi e/o teorici del diritto di un certo interesse anche opere poetiche oltre a numeri unici di giornali sul tema specifico.
C'interesseremo in particolare della costituzione di F. P. Bozzelli mettendola a confronto con gli altri due progetti, quello del mancato costituente Michele Solimene e l'altro di Francesco Lattari; e lo faremo con un
G. CANDELORO, Storia dell'Italia moderna, III, La rivoluzione nazionale 1846-1849, Milano, 1966 2 pp. 89-92.