Rassegna storica del Risorgimento

Regno delle Due Sicilie. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <366>
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oltre che un profondo conoscitore delle istituzioni statuali dell'Europa del tempo. E saranno questi motivi a imporre la sua leadership all'interno dello stesso movimento liberale napoletano di quegli anni. Si apre cosi la terza fase della sua vita, quella propriamente patriottico-politica, che farà di lui nel corso degli anni Quaranta dapprima un organizzatore del dibattito costitu­zionale e successivamente un protagonista della rivoluzione del 1848.
Vicino ideologicamente alle posizioni liberal-moderate di un Carlo Poe-rio, di un Luigi Blanch o di un Mariano D'Ayala, diventerà sempre più il riferimento costante dei patrioti locali, che in lui riconosceranno il vec­chio combattente dei Borboni del 1820 unitamente al competente dei problemi politici dell'Europa contemporanea. Ad esaltare infine il suo nome servirono due arresti, tra cui un breve periodo di prigionia scontato nel '44 insieme agli amici Poerio e D'Ayala, facendogli assumere l'aureola del martire. Appena parte il movimento di agitazione del gennaio, l'avvocato Bozzelli è presente nell'area dei costituzionalisti, i quali indirizzeranno una petizione al sovrano per ripristinare la costituzione del '20 opportuna­mente aggiornata.
Vi ha certo fra' popoli vostri uomini degnissimi si legge nel do­cumento che saprebbero dirvi con verità e rispetto le urgenti necessità della nazione. Fate dunque che i suoi legittimi rappresentanti ritornino a circondare il vostro trono delle sospese istituzioni e statuiscano, d'accordo con la Maestà Vostra, quelle modifiche che sono richieste dalla civiltà dei tempi e dalle mutate condizioni politiche dei due popoli; fra le quali modifi­che quella principalissima, anzi indispensabile, della partizione della legislatu­ra in due camere.22) E sarà il bicameralismo un elemento connotativo forte della carta redatta dal Bozzelli, che nella stesura tenne presente oltre la carta francese del 1830, non copiandola però, come sostenne il Settembrini in un giudizio superficiale ripetuto fino ai nostri giorni, anche quella belga del .31 . Il che significa aver fatto i conti con i risultati della migliore giuspub-blicistica del tempQ.
Della carta francese egli si era mostrato entusiasta fin dai giorni della sua scrittura, allorquando era in esilio a Parigi, come si evince da una Memoria inedita sulle condizioni del Regno napoletano stesa nell'agosto del '30, laddove consigliava il re di prendere l'iniziativa, e di conseguenza do­nare una costituzione rappresentativa ai suoi popoli.24) Né si può trascura-
29 Cit. in N. CORTESE, Le costituzioni dt, p. XXXI.
L. SETTEMBRINI, Ricordane rit, p. 196; F. DELLA PBRUTA, Democrazia e socialismo nel Risorgimento, Roma 1965, p. 111.
*) S. GAETANI, Un carteggio inedito diF. P. Boqrei'//', in Rassegna storica del Risorgimento, gennaio-marzo 1922, p. 8.