Rassegna storica del Risorgimento

Regno delle Due Sicilie. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <379>
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F.P. Bosetti e la Costituzione napoletana 379
interna della Guardia nazionale, che deve essere attivata in ogni comune del regno, e nella quale ogni cittadino di 18 anni è arruolato di diritto (artt 152-159).
In definitiva, il progetto Lattari, che sul piano specificamente ammini­strativo avvia un aggiornamento della legge organica del 1 maggio 1816 e della successiva dell'I 1 ottobre 1817 e definisce inoltre la gestione dei di­versi ministeri, conclude il discorso con l'esaltazione della Guardia naziona­le, espressione dei nuovi istituti rappresentativi liberali.
Un aspetto senza dubbio interessante della concessione della costitu­zione e della relativa fase costituzionale sono la nascita e il diffondersi dei numerosi Circoli costituzionali sorti nelle province regnicole, nei quali i liberali moderati e i radicali cercavano di non far sfociare in violenza in­controllata le aspettative e i bisogni delle masse popolari.
Era logico e lo abbiamo più volte sottolineato che per le diverse classi sociali i dettati della costituzione dovessero essere vissuti in maniera diversa, e che essa volesse dire finalmente la terra ai contadini, e da qui le continue occupazioni e i moti dell'anno mirabile. Di conseguenza, l'obiettivo della libertà poteva soddisfare l'area borghese genericamente liberale, che senza mezzi termini si scagliava contro coloro i quali, rivendi­cando i beni civici delle comunità usurpati dai galantuomini, avessero lo scopo di sovvertire lo status quo, e per questo venivano strumentalmente etichettati quali comunisti.53)
Nata da una storia secolare ed assunta ad indicare un imprescrittibile diritto collettivo di condominio, la parola comunismo ha scritto al riguar­do Leopoldo Cassese, che ha studiato l'evolversi dei moti contadini di quel­l'anno nel Salernitano incominciò ad assumere nel '48 un significato politico e di essa si servirono i ceti reazionari come ad indicare una forza tenebrosa e satanica, la quale cospirava alla distruzione della civiltà .54)
Ma dopo il colpo di stato del 15 maggio voluto dal re Ferdinando II si apre un capitolo nuovo della storia del regno meridionale, allorquando il movimento costituzionale sconta la sua sconfitta e nelle province monta la reazione e la lotta alla stessa carta. Saranno intanto molti i comuni che faranno richiesta agli organi competenti e al Re per la revoca o il ritiro della costituzione del Bozzelli, che aveva messo in circuito a loro dire gli eterni appetiti dei comunisti. Sarebbe un interessante oltre che originale filone di storia sociale analizzare al riguardo le posizioni anti-costituzione espresse in quei mesi dalle diverse province regnicole, di cui si ha una vasta
ty L. PARENTE, Stato e contadini mi Mezzogiorno dt, in particolare pp. 48-50.
ss) L. CASSESE, Scrìtti dì storia meridional, a cura di A. Ccstaro e P. Laveglia, Salerno, 1970, p. 236.