Rassegna storica del Risorgimento
Europa. Storia politica. Secolo XIX
anno
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2000
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pagina
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381
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RUGGERO BONGHI E IL CONGRESSO DI BERLINO IN ALCUNI DOCUMENTI INEDITI
La cosiddetta politica delle mani nette è stata oggetto di un lungo ed acceso dibattito non soltanto in sede storiografica e quindi tra coloro che a posteriori si trovarono a dover giudicare e discutere della validità di quella politica, ma anche e soprattutto a livello di cronaca, di attenzione e reazione da parte di coloro che furono testimoni di quella politica e si trovarono a commentarla in qualità di opinionisti. Tra questi ultimi significativa è la presenza di Ruggero Bonghi, i cui interventi in merito all'atteggiamento italiano al Congresso di Berlino fotografano uno stato di insoddisfazione, allora fortemente diffuso, verso le scelte compiute dal Ministro Corti e dai plenipotenziari italiani in quell'importante consesso europeo.
Alla crisi d'Oriente Bonghi dedicò una serie di articoli apparsi sulla Nuova Antologia e poi raccolti nel volume LM crisi d'Oriente e il Congresso di Berlino. Le critiche di Bonghi investono le scelte diplomatiche di tutti e tre i Ministri che diressero la politica estera italiana dopo il marzo 1876. Del Melegari è attaccato il carattere inconcludente,1) del Depretis il suo riserbo , la sua volontà di astenersi dallo stringere intese particolari nell'attesa di future evoluzioni,2) di Corti, infine, l'adozione di una politica di eccessiva prudenza consistente nel Non dire nulla parendo di dire qualcosa; o dire sì, ma come sgomenti di aver detto troppo .3)
0 R. BONGHI, La diplomazìa italiana nella crisi d'Oriente, in Polìtica Estera, a cura di W. MATURI, Roma, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1958, p. 302. Cfr. anche R. BONGHI, Discorsi Parlamentari', Roma, Camera dei Deputati, 1918, voi. I, pp. 694-709, in particolare pp. 694-695 (discorso pronunciato il 3 febbraio 1879).
2) Iviy p. 311. Si veda anche R. BONGHI, Discorsi Parlamentari cit, voi. I, p. 696.
3) Ivi, p. 157.