Rassegna storica del Risorgimento

Europa. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <382>
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Federica Sartori
All'atteggiamento italiano al Congresso di Berlino Bonghi dedica, inol­tre, pagine di pungente ironia. Se, da un lato, riconosce al Depretis e al Corti il merito di aver convinto, con il loro atteggiamento pacato, i Governi esteri che l'unico fine dell'Italia fosse il mantenimento della pace e la con­cordia di tutti, dall'altro mette a nudo con sarcasmo la sterilità di un tale atteggiamento:
E se l'interesse principale dell'Italia era che la pace non fosse turbata [...] se il migliore, non solo, ma l'unico mezzo per assicurare quest'interesse era il non fiatare, il conte Corti ha meritato bene, e grandemente bene della sua patria. Anzi in luogo di rimproverarlo che nel Congresso egli sia stato troppo rimesso, bisogne­rebbe muovergli censura d'un inutile ardire, poiché persino la ripugnanza mostrata all'occupazione della Bosnia e dell'Erzegovina per parte dell'Austria, e l'obbiezione fatta nell'acquisto di Spizza sono state soverchie e, per quanto pure leggiere, nel­l'attitudine che la diplomazia italiana aveva presa, e cui doveva ormai mostrarsi coerente.4)
Le critiche di Bonghi, dunque, riflettono quelle di gran parte dell'opi­nione pubblica di allora e riguardano particolarmente la scelta di Corti di mantenere le mani nette , cioè il suo fermo proposito di presentare l'Italia come potenza interessata unicamente al mantenimento della pace e aliena dal richiedere compensi territoriali a seguito dell'espansione austriaca in Bosnia ed Erzegovina. Di contro a questa politica Bonghi ne proponeva una affatto diversa finalizzata a sfruttare la crisi d'Oriente per ottenere vantaggi anche territoriali. Già nel 1877 ne La giustizia e la libertà in Oriente Bonghi aveva suggerito di collegare la questione orientale con i problemi dell'Africa set­tentrionale:
Il giorno che l'impero si disciogliesse, e che la sua presa cessasse non solo nella parte di Europa, in cui si regge tuttora, ma in Asia Minore e sulle coste d'Africa, allora al protettorato del Sultano nell'Egitto si potrebbe surrogare quello dell'Inghilterra; e non vedo perché allora non si potrebbe surrogare altresì quello dell'Italia al protettorato del Sultano a Tunisi.5)
Nel 1877 Bonghi, convinto dell'impossibilità per l'Italia di ottenere il Trentino, proponeva di spostare l'attenzione verso mire più facilmente rag-
0 Ivi, p. 329.
5) R. BONGHI, La gmtia e la libertà in Oriente, (1877), in Politica Estera cit., pp. 243-268, in particolare p. 264.