Rassegna storica del Risorgimento
Europa. Storia politica. Secolo XIX
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2000
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384
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Federica Sartori
Mio caro Bonghi, due righe per esprimerti ia mia sincera gratitudine per la prefazione del tuo nuovo libro. Essa è proprio quale m'aspettavo dalla tua buona amicizia e fui soprattutto colpito da quella fine benevolenza che trapela da tutti i concetti che vi sono esposti, e che è il caratteristico del tuo animo gentile. Sono dunque uscito fuor del Palazzo che il Re si è compiaciuto di accettare le nostre dimissioni. Per me sono profondamente convinto che è assai meglio pel paese e per me (il che importa assai meno) d'essere uscito in compagnia de' miei due colleghi, e l'indomani del programma, che se me ne fossi ito solo al ritorno dal Congresso, imperocché in questa seconda eventualità la mia uscita sarebbe stata interpretata dalla massa del paese in modo assai diverso.8)
Nello stesso archivio di Napoli vi sono altri due documenti che, come il precedente, non sono stati utilizzati finora, a quanto ci risulta, dagli studiosi che si sono occupati di questo argomento e nei quali Corti chiarisce a Bonghi le ragioni del suo operato a Berlino, ragioni che tra l'altro erano ampiamente note dato che al rispetto di esse Corti aveva subordinato la sua accettazione della carica di Ministro degli Affari Esteri.9)
Il primo di questi documenti è un appunto anonimo di notevole interesse, datato settembre 1878 e che, ci sembra, potersi presumibilmente attribuire al Corti o ad un suo collaboratore. La nostra ipotesi al riguardo è che Bonghi avesse inviato al Ministro degli Esteri una stesura provvisoria della sua Prefazione alla Crisi d'Oriente e il Congresso di Berlino che di li a poco sarebbe stata pubblicata.10) Corti avrebbe dunque spedito in risposta questo appunto contenente le sue osservazioni e considerazioni che Bonghi avrebbe poi utilizzato in parte nella Prefazione ora citata, in parte nella Prefazione al libro di Paulo Fambri, La Venezia Giulia. Questa ipotesi ci viene suggerita, oltre che dalle abitudini del Bonghi, il quale era solito inviare le stesure provvisorie dei suoi lavori ad amici come il Minghetti e il Visconti Venosta per riceverne osservazioni, integrazioni e commenti, anche dalla constatazione dell'esistenza tra la Prefazione bonghiana e la parte del
9 ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Archivio privato Ruggero Bonghi, Luigi Corti a Bonghi, Roma 20 ottobre 1878, busta 5, C/716. Corti rassegnò le sue dimissioni da Ministro degli Affari Esteri il 16 ottobre 1878. Gli altri due Ministri dimissionari erano Giovanni Bruzzo (Ministro della Guerra) e Enrico di Blocchetti (Ministro della Marina). Le dimissioni furono accettate con decreto del 19 ottobre 1878.
v> Sulla riluttanza di Corti ad assumere il portafoglio degli Esteti si veda E. SERRA, La dottrina dette mani nette, in Nuova Antologia', a. 127, gennaio-marzo 1992, fase 2181, pp. 162-177, in particolare pp. 162 sgg.
1{9 La Prefazione è datata 7 settembre 1878, ora in Politica Estera cit, pp. 143-159.