Rassegna storica del Risorgimento

Europa. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <385>
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Ruggero Bonghi e il Congresso di Berlino ' 385
documento di una vera e propria identità di contenuto, oltre che di un'evi-dente analogia di espressioni verbali.
Nell'appunto dell'archivio è, infatti, scritto
Sta di fatto che nel Ministero degli Affati Esteri a Roma non esìste altra traccia del viaggio del P. [residente] Crispi all'infilo ri di due Confidenziali del C.te De Launay per le quali l'Ambasciatore riferisce brevemente le cose che gli furono narrate in proposito dal P. [residente] Crispi stesso. In esse è detto che il Crispi muoveva delle obbiezioni contro l'eventuale occupazione Austriaca della Bosnia e dell'Erzegovina, protestava che egli non aveva mai pensato a Trieste, faceva allu­sione al Trentino. Tutto quello che esiste circa le risposte di Bismarck si riduce alle parole Pourquoi ne songeriez vous pas à l'Albanie }
Nella Prefazione Bonghi così si pronuncia sulla missione di Crispi:
Documenti, che l'attestino con sufficiente larghezza, non pare che esistano. Dei rappresentanti nostri che fanno al Crispi così lieta accoglienza, quelli di Parigi, di Londra, di Vienna, non fiatano su di lui, o sui discorsi ch'egli ha raccontato loro d'aver tenuto ai ministri, ai quali lo introducevano; uno solo il conte De Launay, credette bene di riferirne quel tanto che ne seppe dal Crispi stesso. Se non che le relazioni di lui, contenute in due lettere confidenziali, sono assi brevi e magre. Vi si dice, come il Crispi, discorrendo con il principe di Bismarck, obbiettasse all'even­tuale occupazione austriaca della Bosnia e dell'Erzegovina; e pur protestando di non pensare a Trieste, alludesse al Trentino come a un ragionevole compenso per l'Italia. L'uscita del principe di Bismarck Pourquoi ne songerie vous pas à 1'A.lba-nie vi appare come un incidente non provocato e senza seguito.12)
La omogeneità di contenuto e di espressioni verbali tra i due scritti ci sembra evidente. E quindi possibile che Bonghi avesse richiesto una sorta di consulenza ad una persona che, per il ruolo che allora rivestiva, doveva avere dell'argomento in questione una conoscenza più approfondita della sua. Ricevute, dunque, le osservazioni richieste le avrebbe rielaborate senza, tuttavia, apportare vistose modifiche. Infine le avrebbe inserite nel suo scritto.
Senz'altro più interessante è, però, la seconda parte dell'appunto e il confronto che si istituisce tra questa e la Prefazione di Bonghi al libro di Paulo Fambri.
") ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Archivio privato Ruggero Bonghi, busta 5, C/717 bis.
12) R. BONGHI, Prefazione alla prima edizione in Politica Estera eie, pp. 153-154.