Rassegna storica del Risorgimento

Europa. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <388>
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Federica Sartori
sa dell'Austria-Ungheria. E se, ha sottolineato Chabod, inizialmente questi timori furono propri dei soli moderati, in seguito anche uomini della Sini­stra come Crispi si convinsero che fosse preferibile avere l'Austria come rivale anziché l'impero degli Hoenzollern. Da qui la convinzione, sostenuta anche da Bonghi e nel documento sopraccitato, della necessità dell'Austria come stato cuscinetto e del bisogno di affermare comunque il principio di nazionalità e ottenere, quindi, Trento e Trieste, ma attraverso un'azione che non pregiudicasse l'esistenza dell'impero asburgico.18) Il timore che un indebolimento dell'impero austriaco potesse risolversi in un'espansione russa verso i Balcani era stato proprio, d'altronde, già del Cavour la cui politica era stata tesa ad impedire la formazione di una grande unità panslava sotto l'egida e la protezione della Russia. Questo fine Cavour aveva cercato di perseguirlo favorendo l'unione della nazionalità romena e sostenendo le proposte ultimative avanzate dall'Austria alla Russia per far cessare la guerra di Crimea.19) Già allora, quindi, il problema slavo era stato fortemente avvertito e Tamborra ha sottolineato come la sensibilità verso il problema slavo e il pericolo del panslavismo rimarranno da allora e sino ai giorni nostri una delle costanti di politica estera dell'Italia unita.20)
Ci sembra tuttavia doveroso rilevare la diversità esistente tra la conclu­sione alla quale si perviene nel documento rispetto ai rapporti tra Austria ed Italia e la personale posizione di Bonghi in merito a questo argomento. Nel­l'appunto, cioè, è espressamente manifestato l'invito a ricercare un'alleanza con l'Austria al fine di stabilire un accordo sulla questione orientale, impli­citamente intuita come il potenziale elemento di rottura dell'equilibrio europeo, al fine di preservare l'integrità del Regno. Decisamente scartata è l'ipotesi di un'intesa con la Francia. Talché si ritrova nel documento quasi un'anticipazione di quelle che saranno le scelte della politica estera italiana dopo il 1881 e che condurranno alla stipula della Triplice Alleanza e ai suoi successivi rinnovi. Divergente era evidentemente la posizione di Bonghi il quale fu sempre, e particolarmente dopo il 1887, un fiero oppositore dell'al­leanza con gli imperi centrali e un convinto propugnatore della necessità, per l'Italia, di un'intesa con la Francia verso la quale lo conducevano sia il ricordo dell'aiuto avuto nel 1859, sia soprattutto la fedeltà ad una politica di indipendenza, ma non di isolamento quale era stata quella del Visconti Venosta dopo il 1870: politica fondata sul rifiuto di alleanze preventive ed
ÌS> ivi, pp. 471 sgg.
W A. TAMBORRA, Cavour e ì Balcani, Torino, ILTE, 1958, p. 63.
a) /, p. 67.