Rassegna storica del Risorgimento

Europa. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <389>
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Ruggero Bonghi g /'/ Congresso di Berlino 389
esclusive e su una condotta equilibrata tra Francia e Germania con lo scopo dì mantenere la pace nel continente.21)
La lettera del 1878 rappresenta un documento interessante che, se da un lato fornisce una nuova testimonianza della convinzione di Corti della necessità di un'Austria forte all'interno dello scacchiere europeo e, di conse­guenza, dell'esigenza, per l'Italia, di non guastare i rapporti con essa, offren­do altresì un'ulteriore spiegazione del comportamento italiano al Congresso di Berlino; dall'altro conferma l'abitudine del Bonghi di sottoporre i suoi scritti a persone fidate per riceverne correzioni, integrazioni ed anche in­formazioni da utilizzare o rielaborare nei caso fossero discordanti dalle sue convinzioni.22)
Il secondo documento inedito è una lettera di Corti a Bonghi datata 1884. In essa Corti si difende dall'accusa, mossa da Bonghi nell'articolo li Convegno degl'Imperatori e l'Italia, secondo la quale ai tempi del Trattato di Berlino non pendemmo da nessuna parte :23)
Caro Bonghi, finalmente ti sei risvegliato ed hai gettato un raggio di luce nelle tenebre. Comprenderai senza che tei dica quanta attrattiva esercitassero su me il nome dell'autore ed il titolo dello scritto Il Convegno degl'Imperatori e l'Italia. Lo lessi dunque con religiosa attenzione e se avessi a narrarti tutte le impressioni che ne provai, avrei da scriverti un opuscolo che non avresti proba­bilmente il tempo di sfogliare, né potrei dire tutto quello che vorrei. Però non so resistere al capriccio di scrivertene qualche verso che raccomando alla tua intera amicizia e benevolenza. Tu dici che a tempi del Trattato di Berlino non pen­demmo da nessuna parte. Avendo io in quel tempo il grato compito di rappre­sentare ritalia al Congresso in qualità di primo plenipotenziario capirai che questa
2n A. BERSELLI, il governo della Destra. Italia legale e Italia reale dopo l'Unità, Bologna, Il Mulino, 1997, p. 378. Si veda anche B. VIGEZZI, L'Italia dopo l'unità: liberalismo e politica estera, in R.J.B. BOSWORTH, S. ROMANO (a cura di), La politica estera italiana (1860-1895), Bologna, Il Mulino, 1991, pp. 231-286, in particolare p. 254. E. DECLEVA, Il compimento dell'unità e la politica estera, in Storia d'Italia, voi. II: // nuovo Stato e la società civile, a cura di G. SABBATUCCI e V. VIDOTTO, Roma-Bari, Laterza, 1995, pp. 113-210, in particolare p. 164.
22) Sull'avversione di Bonghi alla Triplice Alleanza si veda W. MATURI, op. cit., pp. 427 sgg. Cfr. anche F. D'OVIDIO, L'avversione di Roggero Bonghi alla Triplice Alleammo, Campobasso, Colitti, 1915. Un'interessante lettura di questa avversione è stata data da Tessitore il quale ha suggerito l'esistenza di una connessione tra l'atteggiamento del Bonghi nei confronti dell'alleanza con gli imperi centrali e la sua posizione rispetto al trasformismo deprctisiano: F. TESSITORE, Crisi e trasformazione dello Stato, Milano, Giuffré, 1988 (1B ed. 1963), pp. 307 sgg.
23) R. BONGHI, // Convegno degl'Imperatori e l'Italia, (1884), in Politica Estera cit., pp. 353-372, in particolare p. 356.