Rassegna storica del Risorgimento

Europa. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <391>
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Ruggero Bonghi e il Congresso di Berlino 391
La lettera fornisce un'ulteriore conferma della volontà di Corti di man­tenere relazioni amichevoli con tutte le potenze escludendo la possibilità di stringere rapporti di natura diversa come ampiamente dimostrano anche i documenti già pubblicati:
L'Inghilterra e l'Italia hanno in materia di commerci degli interessi comuni per ciò che concerne il regime degli stretti e del Mar Nero; che saremo quindi sempre lieti di ricevere e di prendere nella più seria considerazione le comunica­zioni e le avvertenze che il Governo della regina fosse per farci pervenire in proposito; che, però, il Governo di Sua Maestà non stimerebbe di poter prendere a tale riguardo degli impegni che possano condurlo ad una azione ulteriore.25)
I due documenti, in conclusione, si aggiungono al vasto materiale già pubblicato e contribuiscono con esso a chiarire le ragioni che determinaro­no le scelte diplomatiche italiane al Congresso di Berlino: la cosiddetta politica delle mani nette fu anche alla luce di quanto emerge dalle due lettere, e come rilevato da Serra una politica saggia, la sola possi­bile in quelle circostanze .26) Non quindi una politica rinunciataria e passiva, ma una scelta dettata da serie valutazioni di politica intema: la volontà di mantenere una imparziale neutralità costituiva infatti come scriveva Corti a De Launay une convinction qui m'est inspirée par l'état eco-nomique et milita ire de l'Italie. Toute guerre nous serait fatale mème si nous étions du coté du vainqueur, ce qui n'est jamais sur.27) La politica estera italiana continuò, con Corti, ad ispirarsi a quelle direttive che avevano contraddistinto gli indirizzi diplomatici italiani dopo il 1870, quando, la consapevolezza di dover risolvere i problemi economici del Paese e gli squilibri sociali che fortemente lo caratterizzavano aveva fatto sì che alla politica estera fosse stata assegnata una funzione di tutela: il compito di mantenere la pace e l'equilibrio europeo al fine di consentire la soluzione dei problemi interni. D'altronde la stessa situazione intemazionale e l'atteg­giamento delle altre potenze non consentirono a Corti di assumere una posizione diversa: la richiesta all'Austria della cessione del Trentino, così rumorosamente reclamata dall'opinione pubblica prima e dopo il Congresso,
25) Documenti Diplomatici Italiani cit., Luigi Corti a Menabrea, Roma, 28 marzo 1878, doc. 18, p. 11. Si veda anche doc. 34, pp. 24-25.
m E. SERRA, op. cit,, p. 177.
25) Documenti Diplomatici Italiani cit, Luigi Cord a De Launay, Roma, 2 aprile 1878, doc. 40, p. 31.