Rassegna storica del Risorgimento
Mazzini. Tolstoj. Gandhi
anno
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2000
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pagina
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401
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Mà!tfpttij Tolstoj e Gandhi 401
che il russo ben conosceva, era scritto Educazione ho detto, ed è la parola che racchiude tutta quanta la mia dottrina. La questione vitale che s'agita nel nostro secolo è una questione d'educazione. Si tratta non di stabilire un nuovo ordine di cose colla violenta, un ordine di cose stabilito colla violenta è sempre tirannico quand'anche è migliore del vecchio (corsivo dell'a.) [...]. Si tratta dunque di trovare un principio educatore superiore [...] che guidi gli uomini al meglio, che insegni loro la costanza nel sacrifizio, che li vincoli ai loro fratelli senza farli dipendenti dall'idea d'un solo o dalla forza di tutti. E questo principio è il dovere. E poche righe sopra: Ciascun uomo prese cura dei propri diritti e del miglioramento della propria condizione senza cercare di provvedere all'altrui; e quando i propri diritti si trovarono in urto con quelli degli altri, fu la guerra [...]. Gli uomini senza un vincolo comune, senza unità di credenza religiosa e di scopo, chiamati a godere e non altro, tentarono ognuno la propria via, non badando se camminando su quella non calpestassero le teste dei loro fratelli, fratelli di nome e nemici di fatto.32) Tolstoj riprese questi concetti in un articolo del 1902 dal titolo Ai lavoratori: Noi diciamo: gli operai sono asserviti al governo dei ricchi. Ma chi sono questi uomini che compongono il governo e le classi ricche? Sono forse dei bogatyri} ciascuno dei quali possa opporsi a decine e centinaia di lavoratori? O sono essi numerosissimi, e i lavoratori assai pochi? O forse soltanto questi uomini, ricchi e governanti, sono i soli che possano compiere tutto quello che occorre per la produzione delle cose di cui vivono gli uomini? Né il primo, né il secondo, né il terzo [...]. Ma allora perché questo piccolo gruppo di uomini deboli, oziosi, che non sanno, né vogliono fare nulla, dominano le migliaia di lavoratori? Non vi è che una risposta: ed è che gli operai sono mossi nella vita dagli stessi bisogni e aspirazioni dei loro oppressori [...]. Se gli operai non avessero anch'essi lo spirito degli oppressori, i quali approfittano delle miserie del prossimo per stabilire il proprio benessere, e, invece, vivessero fraternamente, pensando ad aiutarsi a vicenda, nessuno potrebbe asservirli.34) Nel 1903 Tolstoj aveva sicuramente letto il libro di Mazzini, mentre sembra probabile (sebbene non accertato)
a Lev Nikolaevic, il quale amava molto questo libro. Mentre Gor'kij leggeva, Lev Nikolaevic, che già conosceva il libro per averne letto alcuni passi, si commosse fino alle lacrime. Noi ci impaurimmo, sapendo che era malato, A.V. GOL'DBNVEJZER, Vblii Tolsiogo {Vicino a Tolstoj), v. 1, p. 80. Una seconda edizione dei Doveri uscì in Russia nel 1909 per la casa editrice di Tolstoj, DzuZEPPE MADZINI, Objapnnosti fe/oveka. Mosca, 1909. Come abbiamo già osservato, sia l'edizione del 1902 che quella del 1909 presentano parti rese in russo in modo non troppo fedele all'originale, pur conservandone pienamente il senso.
GIUSEPPE MAZZINI, Doveri dell'uomo, Roma, 1972, pp, 16-17,
3 Eroi delle Byliny, i racconti della tradizione epica russa.
> L. TOLSTOJ Mnm ciMs-SS Mosca, 1950, pp. 148-149.