Rassegna storica del Risorgimento
Mazzini. Tolstoj. Gandhi
anno
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2000
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pagina
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Marco Clementi
che al tempo della stesura de II regno di Dio è dentro di voi, non gli fosse ancora noto. Eppure, o forse proprio per questo, appare interessante il parallelo tra un altro scritto di Tolstoj del 1895 dal titolo Zatem ja ivu {Perché vivo) e il capitolo conclusivo dei Doveri?5) Scrive Tolstoj che dapprima sembra ad ogni uomo di dover vivere per la propria felicità, per le proprie gioie e i propri piaceri. Molti vivono cosi anche fino alla fine della propria vita. Ma questo è un grande errore. Scrive Mazzini: Credo che non si fa l'uomo migliore, più amorevole, più nobile, più divino ciò che è il nostro fine sulla terra colmandolo di godimenti fisici, proponendogli ipocritamente come scopo della vita la felicità. Prosegue Tolstoj: Beati gli affamati, perché saranno saziati. Guai a voi, se siete sazi, perché voi avete già ricevuto la vostra ricompensa. [...] Gli uomini [...] desiderano avere il più possibile di quel che è bene per loro, e tutti lottano e combattono per averlo e con questa loro lotta, invece di procurarsi la gioia, si tormentano e si distruggono a vicenda . Mazzini aveva scritto: Credo che l'uomo debba mangiare e vivere, e non avere tutte l'ore dell'esistenza assorbite da un lavoro materiale, per avere campo di sviluppare le facoltà superiori che sono in lui; ma tendo l'orecchio con terrore alle voci che dicono agli uomini: nutrirsi è lo scopo vostro; godere è il vostro diritto, perché io so che quella parola non può creare se non egoisti. Alla domanda che cosa significa Dio , Tolstoj risponde: Dio è quella forza che mi ha fatto quel che sono, e mi ha mandato nel mondo [...]. So che morirò, e insieme al desiderio del vero bene e della vita eterna non posso non vedere che nel mio essere animale è stato messo qualcosa che animale non è [...] che ha fatto di me un'unione di animale e spirituale, e mi ha mandato nel mondo circostante, questo è ciò che io chiamo Dio. Nella lettera sull'immortalità dell'anima che Tolstoj aveva tradotto per Knitki nedeli, Mazzini aveva scritto: Io non credo in nessuna delle religioni esistenti, ma sono giunto alla indistruttibile conclusione che la morte non esiste: che la vita non può essere altro che etema; che il progresso senza fine è la legge della vita; che ogni capacità, ogni pensiero, ogni intenzione in me riposta, debba avere uno sviluppo pratico che noi siamo in possesso di idee e pensieri e intenzioni che si innalzano oltre la possibilità della nostra vita terrena; che il fatto stesso che ne siamo possessori e che non possiamo far risalire la loro origine dalle nostre sensazioni, è la prova che provengono da un luogo che si trova fuori della terra, e che possono realizzarsi solo fuori di essa; che qui niente muore se non le forme e che credere che si muoia perché muore la nostra
35) In Italia pubblicato da Feltrinelli in appendice al racconto Padre Sergi/; le citazioni si riferiscono a questa edizione del 1091 (il racconto in Russia venne pubblicato postumo). Le citazioni dei Doveri sono tratte, invece, dall'edizione romana del 1972.