Rassegna storica del Risorgimento

Mazzini. Tolstoj. Gandhi
anno <2000>   pagina <403>
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Macini, Tolstoj e Gandhi 403
forma è come pensare che il lavoratore muore perché gli vengono sottratti gli arnesi.36) In risposta a che cosa significhi vivere per adempiere alla volontà di Dio Tolstoj aveva scritto: Ogni uomo dotato di ragione deve intendere se stesso in questo mondo così come intende se stesso un lavo­ratore che sia giunto in una grande fabbrica e veda che gli sono stati prepa­rati un posto dove abitare, un letto, il cibo e gli arnesi per il suo lavoro. Ogni lavoratore assennato capirà che per godere di tutto ciò che è stato preparato per lui, dovrà lavorare. Lo stesso deve capire l'uomo. Dio è il padrone di questa fabbrica, e il lavoro che deve fare il lavoratore è ciò che Dio vuole dall'uomo, dopo averlo mandato al mondo. Mazzini credeva fortemente nell'associazione come nel solo mezzo che noi possediamo di compiere il Progresso, non solamente perché essa moltiplica Fazione delle forze produttrici, ma perch'essa ravvicina tutte le diverse manifestazioni dell'anima umana e fa sì che la vita dell'individuo abbia comunione colla vita collettiva. Il lavoro divino al quale l'uomo deve prendere parte consi­ste, per Tolstoj nello instaurare, invece della divisione e dell'ostilità che dominano nel mondo, l'unione e l'amore. Egli lo sa, in primo luogo perché in questa sempre maggiore unione [...] degli uomini e graduale sostituirsi della concordia e dell'amore all'ostilità e alla violenza, consista tutta la vita dell'umanità sin da quando ne abbiamo notizia. Mazzini conclude i Doveri con la fiducia nella immensa voce di Dio che i secoli mi rimandano attraverso la Tradizione Universale dell'Umanità, ed essa mi dice che la Famiglia, la Nazione, l'Umanità sono le tre sfere dentro le quali l'individuo umano deve lavorare al fine comune, il perfezionamento morale di sé stesso e d'altrui, o meglio di sé attraverso gli altri e per gli altri [...]. Credo nell'eterno Progresso della Vita e credo che importi non tanto di deter­minare la forma del progresso futuro quanto di aprire, con una educazione veramente religiosa, le vie d'ogni progresso agli uomini e di renderli capaci di compirlo. Nell'articolo del 1903 dal titolo Agli uomini politici, Tolstoj avrebbe scritto: Il mezzo è uno solo: una interpretazione religiosa della vita, per la quale l'uomo possa comprendere la sua vita terrena come una piccola parte di tutta la vita, che unisce la sua con quella infinita, e ricono­scendo suo bene supremo l'adempimento delle leggi di questa vita infinita, comprende per sé l'adempimento di queste leggi doveroso più che il ri­spetto di qualsivoglia legge terrestre. Solo una tale visione religiosa del mondo, che unisca tutti gli uomini nella stessa comprensione della vita in contrasto con l'assoggettamento al potere e la partecipazione ad esso, può distruggere il potere,37)
M) Vedi L. TOLSOJ, Cbodìu v svete {Andati nel mondo), Mosca, 1895, pp. 202 e sgg. =") L. TOLSTOJ, Po/noe àt, v. 35, Mosca, 1950, pp. 207-208.