Rassegna storica del Risorgimento

Mazzini. Tolstoj. Gandhi
anno <2000>   pagina <404>
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Marco Clementi
La corrispondenza di idee tra Mazzini e Tolstoj, dunque, sembra cre­scere con gli anni, e raggiungere la massima coincidenza durante il primo decennio del Novecento. Questa vicinanza non si manifestò solo nel campo sociale e politico e, sebbene non si possa parlare di una visione estetica coincidente, alcuni giudizi sull'arte di Mazzini e Tolstoj sono somiglianti. Interessante appare, ad esempio, quanto scritto su Goethe: secondo Mazzini lo scrittore tedesco è l'intelletto che incamera, trasforma dentro di sé e riproduce tutte le forme possibili dell'emozione e della ispirazione umana. Egli sta in alto, solitario, possente guardiano tra le creature, che studia con la medesima sagacia e lo stesso interesse, così come la profondità del­l'oceano, anche un semplice mazzo di fiori, scoprendo nel Faust il problema di tutto un secolo in tutta la sua terribile nudità. Egli sente ogni dettaglio, ma alle volte non sente il tutto e, come un freddo osservatore che vede compiersi le azioni umani che muovono il mondo entro dei gorghi, egli non insegna né a rispettare gli uomini, né a farli migliori, né addirittura a soffrire assieme a loro. Questo è il poeta della borghesia, che consiglia agli uomini a disimpegnarsi nell'ambiente, a eseguire Ì doveri minimi, comodamente sistemarsi, fare del bene al vicino, ma sempre senza correre seri rischi e senza rompere l'armonia e l'equilibrio della rappresentazione.38) Nel suo famoso libro Cto tokoe isskustvo? {Che cos'è l'arte?) Tolstoj, sebbene attraver­so una strada differente, aveva colto la stessa critica di Mazzini a Goethe, e cioè che lo scrittore tedesco non sarebbe mai stato in grado di trasmettere alcun vero sentimento, alcuna reale emozione; poeticamente, afferma Tolstoj, vuole dire in prestito. Qualunque prestito significa solo dirigere i lettori, gli spettatori, gli ascoltatori, verso alcuni torbidi ricordi di opere d'arte prece­denti, e non contagiarli con quella emozione che ha provato lo stesso autore. Opere costruite sul prestito, come ad esempio il Faust di Goethe, possono essere state composte molto bene, eseguite con intelligenza e colme di ogni bellezza, ma non possono suscitare una vera impressione arti­stica, perché mancano della qualità maggiore dell'arte, l'integrità, l'organicità, ciò per cui forma e contenuto costituiscono un tutt'uno inseparabile, che esprima l'emozione che ha pervaso l'autore.39) Più in generale, anche il giudizio su che cosa sia l'arte e sui suoi compiti più profondi presenta delle interessanti analogie. Sempre nel suo saggio del 1898 Tolstoj aveva definito l'arte come uno dei due organi del progresso umano. Attraverso la parola l'uomo comunica con la ragione, mentre attraverso le forme artistiche egli comunica con il sentimento con tutti gli uomini non solo del presente, ma
38) Iqbrannyt< myslì Iosifa Maddirti {Pensieri scelti di Giuseppe Masgjni), Mosca, 1905, p. 22.
39) L. TOLSTOJ, Po/noe cit, v. 30, p. 116.