Rassegna storica del Risorgimento

Mazzini. Tolstoj. Gandhi
anno <2000>   pagina <405>
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Margini, Tolstoj e Gandhi 405
anche del passato e del futuro in quanto l'ufficio dell'arte è di trasportare dal campo della ragione a quello del sentimento la seguente verità, ossia che la felicità degli uomini consiste nella loro unione.40) Secondo Mazzini l'arte vive con la vita del mondo; la legge del mondo è la legge dell'arte. L'arte non opera conclusioni intorno alla vita del secolo che se ne va o di quello che entra; non è un capriccio di questa o di quest'altra personalità, né una solenne pagina di storia, né una profezia; la vera poesia, poi, è impensa­bile senza l'intuizione del futuro. L'arte, sebbene possa nascere tra le rovine, è sempre illuminata dai raggi del sole nascente . L'ufficio della poesia è di prendere le costruzioni filosofiche e dare loro vita e colore, ricercare la verità, che si nasconde sotto il reale, illuminarla con lo splendore del genio, e spiegare tutte le leggi che dirigono la storia umana perché per essere poeta religioso non basta invocare Dio, ma bisogna sentire la sua santa legge e fare in modo che anche gli altri la sentano così forte , come a dire, usando le parole di Tolstoj, che l'arte, qualsiasi arte, ha la qualità di unire gli uomini .41) L'arte, infine, deve essere per Mazzini coraggiosa, intrepida, colma di fede, e insegnare agli uomini non la mollezza ma il coraggio , e l'artista o è un primo sacerdote, o più o meno un abile giullare.42) Il coraggio è forse la qualità maggiormente apprezzata da Gandhi, che aveva scritto il 28 maggio 1924 su Young India che da codardo come sono stato per anni, ho albergato la violenza. Ho cominciato ad apprezzare la non­violenza solo quando ho cominciato a liberarmi della viltà.43)
Non tutte le forme artistiche, però, risultano essere state apprezzate da Mazzini e Tolstoj allo stesso modo, e la musica sembra avvicinare il Geno­vese a Gandhi, allontanando parallelamente i due dallo scrittore russo. Come è noto, fin da giovane Mazzini mostrò grande passione per la musica; nel 1835 scrisse il saggio Filosofia della musica in cui sottolineò come la
Lmusica dovesse essere un veicolo di civiltà e di affermazione dell'indole di ciascun popolo, giudizio non lontano da quello di Gandhi, come si vedrà tra poco. La Filosofia della musica venne studiata in Russia tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo da uno dei più famosi musicologi dell'epoca, Grigorij Nikolaevic Timofeev,44) ma poco o nulla influì nella visione di
/w, p. 167 e GIULIO VITALI, Leone Tolstoj, Roma, 1911, p. 179.
0 ìbrannye mysli ì osi/a Modani cit, p. 17 e L. TOLSTOJ, Po/noe cit, v. 30, p. 152.
49 Itfbrannye mysli losifa Modani cit., p. 18.
* In GANDHI, Il mio credo, il mìo pensiero, Roma, 1995, p. 140.
**) Tra i manoscritti conservati nella Biblioteca Nazionale di San Pietroburgo ve n*è uno in cui Timofeev commenta un articolo dedicato a Mazzini apparso su di una rivista francese a cura di Camille Ballaique nel febbraio del 1898 dal titolo Les idées musicales d'un révolutionaire. Purtroppo la grafia di Timofeev è tale, da rendere impossibile un adeguato