Rassegna storica del Risorgimento
Mazzini. Tolstoj. Gandhi
anno
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2000
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pagina
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406
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406
Marco Clementi
Tolstoj. Nel famoso racconto ha sonata a Kreuter, Lev Nikolaevic fa dire al protagonista: Che terribile cosa la musica! Che è essa mai? Perché fa quello che fa? La musica mi fa dimenticare la mia vera situazione. Mi trasporta in uno stato che non mi appartiene. Sotto l'influenza della musica mi sembra di sentire ciò che non sento, di comprendere quello che non capisco, di potere quello che non posso. La musica mi pare che agisca come lo sbadiglio e il riso. Non avevo voglia di dormire, ma quando vedo altri sbadigliare, io sbadiglio; senza motivo rido, sentendo altri ridere. La musica mi trasporta immediatamente nello stato d'animo in cui si trovava quegli che la dettava [...]. Ecco perché la musica spesso è così pericolosa, e agisce talvolta così spaventevolmente. In Cina la musica è cosa di Stato, e così dovrebbe essere! [...] È spaventoso questo potere, quando si trova in mano di chicchessia.45) Lo studioso italiano Giulio Vitali sottolinea come queste pagine esprimono, nel fondo, il pensiero del Tolstoj , sebbene a parlare sia il protagonista del racconto. L'affermazione, che potrebbe sembrare azzardata, potrebbe corrispondere al vero, in quanto lo stesso Tolstoj fece in tempo a leggere un ampio riassunto dello studio di Vitali pochi mesi prima di morire, e a rispondere all'autore con una lettera in cui affermava di ritrovarsi pienamente in ogni parte dello scritto, sebbene il capitolo sur l'amour sexuel n'est pas au niveau de l'importance des articles précédente M
Ben diverso da quello di Tolstoj appare il giudizio di Gandhi: U nostro grande errore consiste nel fatto che noi abbiamo trascurato la musica. La musica prosegue Gandhi è ritmo e ordine. Purtroppo, in India essa è diventata accessibile a pochi. In effetti non è mai stata patrimonio della nazione. In modo simile lamentava Mazzini nel 1835 che la musica si è segregata più sempre dal viver civile, s'è ristretta a una sfera molto eccentrica, individuale, s'è avvezza a rinnegare ogni intento, fuorché di sensazioni momentanee, e d'un diletto che perisce co' suoni.47) Gandhi era convinto che ci fosse necessità di far cantare in coro le canzoni popolari. Bisogna che i maggiori musicisti intervengano in tutti i congressi e insegnino al popolo la musica.48) Mazzini era convinto che alla musica spettasse
studio del manoscritto, Non è chiaro se si tratti di semplici appunti o di una bozza di articolo pubblicato in seguito.
**> Vedi G. VITALI, Leone Tolstoj cit., pp. 193-194.
**) L. TOLSTOJ, Po/noe cit, v. 82, Mosca, 1956, p. 148. Secondo quanto annotato da DuSan Petrovic Makoviclcij, Tolstoj parlava con ammirazione dì Vitali in quanto questi, aveva annotato lo scrittore rosso, descrive il contenuto dei miei sguardi [...] in modo eccellente, ivi, p. 149. È noto che Tolstoj non amasse Wagner, Strauss e Brahms.
7> GIUSEPPE MAZZINI, Filosofia della musica a cura di Stefano Ragni, Pisa, 1996, p. 12.
4*9 R. ROLLAND, Mahatma Gandhi cit., pp. 60-61.