Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secoli XIX-XX
anno <2000>   pagina <412>
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Tullio Aebischer
guerra franco-prussiana, furono gli elementi che caratterizzarono la situazio­ne per cui fu possibile iniziare l'avventura della presa di Roma.
Il 20 settembre 1870 le truppe italiane entrarono in Roma dalla breccia aperta presso Porta Pia sulla Nomentana ed attaccando contemporanea­mente altri luoghi lungo le mura. Dopo sporadici combattimenti,1) con alcuni morti e feriti da ambo le parti, la guarnigione pontificia si arrese,2) Lo stesso giorno a Villa Albani (oggi Torlonia), lungo la Via Salaria, il luogote­nente generale Cadorna3) ed il generale pontificio comandante le armi a Roma Kanzler4) firmarono la capitolazione.
All'art. I dell'atto di capitolazione si affermava che La città di Roma, tranne la parte che è limitata al sud dai bastioni Santo Spirito, e che com­prende il monte Vaticano e Castel Sant'Angelo costituenti la città Leonina, [...] saranno consegnati alle truppe di S.M. il Re d'Italia.5) L'esclusione della Città leonina6) non venne.richiesta da Kanzler,7) ma obbediva ad una deli-
') Dispaccio telegrafico (Agenzia Stefani). Bollettino della guerra - Villa Albani presso Roma 20 settembre. Questa mattina alle ore 5.30 le nostre truppe rispondendo al fuoco delle truppe pontificie sfondarono la cinta della mura di Roma presso porta Pia. Alle 10 entrarono in città. I soldati pontifici inalberarono la bandiera bianca su tutte le batterie, cessando il fuoco per ordine del Papa. Fu spedito un parlamentario al quartiere generale (2 supplemento a 11 Secolo del 20 settembre 1870). Maggiori dettagli sulle giornate che precedettero e seguirono il 20 settembre si possono trovare in ANTONIO MONTI, 1870-1929: dalla presa di Roma alla Conciliamone Milano, 1929.
9 Nella lettera del 19 settembre 1870 Pio IX esortava il comandante Kanzler ad una breve resistenza per evidenziare solo il carattere violento della presa della città: In quanto alla durata della difesa deve questa consistere unicamente in una protesta atta a consacrare la violenza e nulla più, cioè di aprire le trattative per la resa appena aperta la breccia (FRAN­CESCO SCADUTO, Guarentire pontificie e relazioni fra Stato e Chiesa, Torino, 1889, p. 106).
3) Generale (1815-1897). Ufficiale del Genio. Partecipò alla guerra di Crimea e nel 1859 divenne Ministro della Guerra del governo provvisorio della Toscana. La fama gli venne dal comando della spedizione per la presa di Roma (1870). Fu deputato per varie legislature per poi essere eletto senatore nel 1871.
*) Generale (1822-1888). Entrò al servizio dello Stato Pontificio nel 1845. Pio IX lo nominò comandante dell'esercito pontificio.
5) RAFFAELE CADORNA, La liberazione di Roma nel 1870, Roma, pp. 175-176.
Il confine di questo territorio era costituito a nord dai bastioni del Colle Vatica­no di Paolo IV che subito ad est del bastione del Belvedere segue il lungo muro che con Porta Angelica arrivava a Castel Sant'Angelo (il muro da Porta Angelica a Castel Sant'Angelo venne abbattuto nel 1888); si prosegue lungo il fiume Tevere per arrivare all'altezza di Porta S. Spirito; si salgono un po' le pendici del Gianicolo arrivando, a sud, a Porta Cavallcggeri. La superficie della Città leonina era di circa 90 ha
*) Le proposte scritte a matita dal comandante Kanzler sono riportate in RAFFAELE CADORNA, La liberazione di Roma nell'anno 1870 ed il plebiscito, Milano, 1970, pp. 199-200.