Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secoli XIX-XX
anno
<
2000
>
pagina
<
417
>
La questione romana dal 1870 al 1929 417
data dal Conte Soderini25) per essere ripresa dai giuristi Geigel e Corsi.26) Quest'ultimo sostenne che la capitolazione era una condizione sine qua non dell'annessione della città di Roma al Regno d'Italia perché Ì patti di guerra fanno legge tra le parti finché non vengano distrutti od alterati da patti posteriori tra i belligeranti o da convenzioni internazionali. Inoltre, non è sufficiente far valere l'occupazione di Castel Sant'Angelo poiché il Vaticano e suoi annessi non furono mai occupati dalle armi italiane . Infine, si sostenne che il plebiscito e la conseguente annessione al Regno d'Italia di Roma e delle Provincie si doveva intendere colle riserve convenute nella capitolazione e che le franchigie territoriali furono avallate dall'art 7 della Legge delle Guarentigie. De Olivart27) affermò che la sovranità temporale del Pontefice sussiste sempre poiché questo non si è sottomesso al nemico . Infatti, sia Pio IX che Leone XIII non hanno mai riconosciuto formalmente di essere stati spodestati e le proteste dei due Pontefici dimostrano la vera natura del possesso loro reale, poiché, con esse, resta eliminato ogni dubbio circa lo animus possidenti, ed il corpus, che è costituito dal territorio che cercano di ritenere e ritengono da veri Sovrani. In conclusione, siccome non è stato firmato trattato di pace fra i belligeranti e la debellazione completa di uno di essi, pel fatto solo della conquista, non è stata realizzata, ne consegue che la posizione giuridica attuale fra il regno pontificio e quello d'Italia, consiste nell'occupazione militare, da parte di quest'ultimo, di tutto il territorio del primo, ad eccezione di una parte piccolissima. Con questo De Olivart sostenne che l'occupazione deve soddisfare due requisiti: esercizio di una reale autorità ed inesistenza della forza militare nemica. Sulla stessa scia di pensiero, tra le due guerre, il giurista D'Avack sostenne che lo stato di conflitto tra Santa Sede ed Italia si protrasse fino al 1929 ritenendo il Trattato del Laterano un trattato di pace poiché la Santa Sede non ha riconosciuto né esplicitamente né implicitamente la occupazione italiana dello Stato pontificio e di Roma, anzi seguitò a rivendicare sul territorio occupato i suoi diritti sovrani .
La teoria debellationista. La dottrina quasi unanimemente28) ha respinto la teoria vaticanista.
25) EDOARDO SODERINI, La sovranità del Papa presa ad esame in occasione delia vertenza Theodoli-Mariinucci', in La Rassegna Italiana, dicembre 1882, p. 46.
2*3 F. SCADUTO, Guarentigie pontificie e relazioni fra Stato e Chiesa rie, p. 270.
m RAMON DE OLIVART, // Papa, gli Stati della Chiesa e l'Italia, Napoli, 1910.
H) DIONISIO ANZILOTTI, Corso di diritto internazionale, 1912; GIULIO DIENA, Princìpi di diritto internazionale, 1908; FRANCESCO RESTIVO, Struttura e carattere giuridico dello Stato della Città del Vaticano, Palermo, 1936, p. 13.