Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secoli XIX-XX
anno
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2000
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Tullio Aebiseher
Per prima cosà a Soderini ed a Corsi si oppose la prassi indiscussa in Diritto Internazionale che le capitolazioni militari hanno unicamente lo scopo di fissare le condizioni relative alle operazioni militari e non la sorte politica dei territori.
Più opportuna è la confutazione della non occupazione del Vaticano da parte delle truppe italiane. Si sostenne che l'incorporazione totale del territorio nemico si attui non con l'occupazione fisica totale, cosa per altro impossibile, ma con la possibilità di decidere, attuare e far rispettare provvedimenti in ogni angolo del territorio stesso. Sullo stesso tenore sono le tesi anche più recenti specie dopo l'esperienza della Seconda Guerra Mondiale. Inoltre, si pose in risalto che la debellatici non deriva unicamente dall'occupazione del territorio, ma dalla perdita per lo Stato della effettiva capacità di funzionare.29)
L'appiglio che la concessione della sovranità territoriale derivasse dalle note del Visconti-Venosta ai rappresentanti italiani all'estero non trova fondamento essendo queste meramente confidenziali. Le altre nazioni non furono invitate ad una loro formalizzazione, neppur ufficiosa.
L'asserita non debellatio per la presenza di una forza armata dietro il Colonnato berniniano trova la confutazione nella capitolazione stessa: Tutte le truppe straniere saranno sciolte, e subito rimpatriate (art. Ili) e Le truppe indigene saranno costituite in deposito senza armi (art IV). Come lo stesso Cadorna scrisse nella relazione dell'I 1 ottobre 1870, al Papa fu concesso di avere circa 500 uomini della Guardia Palatina, un centinaio circa della Guardia Svizzera, le Guardie Nobili ed una luogotenenza di Gendarmi. Tutte queste persone, come si sottolineò, non dipendevano dal Ministero delle Armi. Quindi l'esercito era formalmente e praticamente disarmato e sciolto. Ancora sulla possibile esistenza di una forza armata che poteva opporre resistenza si consideri la presa di possesso del Quirinale dove aveva il quartiere la Guardia Svizzera. Se non bastasse queste pretese forze che dovevano opporsi alle truppe italiane non riuscirono a sedare i tumulti scoppiati in Borgo. L'invito del Card. Antonelli ad agire in Borgo, pur non palesando l'idea di avvalorare la definitiva occupazione, non fu seguito da una ferma volontà di riottenere quel territorio denotando l'inesistenza di un'organizzazione statale idonea. Altro atto che denota la sottomissione e l'accettazione dello stato di fatto è la richiesta del Card. Antonelli del pagamento del mensile assegno fissato in bilancio per il Papa, il suo Collegio, il mantenimento delle guardie, ecc. 30> dimostrando Pimpossi-
29) GIORGIO BALLADORF. PALLI E RI, Diritto bellico, Padova, 1955, p. 132. 3<>) R. CADORNA, La liberazione di Roma nel 1870 cit., p. 373.