Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secoli XIX-XX
anno <2000>   pagina <420>
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Tullio Aebischer
lare, quale territorio concedergli. Appoggi ed avversioni si ritrovavano in schieramenti trasversali rispetto a quelli politici.
Nel discorso alla Camera dei Deputati del 13 maggio 1929 Mussolini disse che si calcola che non meno di mille siano i progetti che a distanza di tempo sono stati lanciati all'opinione pubblica per risolvere la questione romana: progetti seri e progetti strampalati, a seconda dei temperamenti e dei climi.34) Forse non furono così tanti, ma sicuramente la Questione Romana ha fatto correre fiumi d'inchiostro evidenziando non solo la deli­catezza del problema, ma anche la particolare situazione da risolvere. La Legge delle Guarentigie fu il primo ed unico atto legislativo che indicò le linee guida nei rapporti tra Chiesa e Stato.
Uiter della Legge ebbe inizio con il progetto presentato dal governo Lanza alla Camera nel dicembre 1870. Come si poteva facilmente prevedere esso fu preceduto e seguito da un vivace dibattito sulla stampa. Il progetto fu il risultato dei lavori di una commissione nominata ad hoc e la sua novità si palesò nella divisione in due parti: la prima relativa alla persona del Sommo Pontefice e l'altra al suo ministero nonché ai rapporti tra Chiesa e Stato. Nella relazione governativa si fece riferimento al criterio ispiratore di tale legge per cui l'azione religiosa della Chiesa doveva essere distinta dall'azione civile e politica dello Stato; che l'azione della Chiesa non debba dipendere da quella dello Stato; che l'una e l'altra società debbano muoversi ed agire nella propria sfera di giurisdizione, con eguale libertà e colla sola condizione che le due azioni, trascendendo la propria orbita non si impedi­scano e turbino reciprocamente, nel conseguimento dei loro fini più natu­rali.35) La Legge fu approvata il 9 maggio ed il seguente 13 maggio il re la firmò.
Lo stesso giorno della pubblicazione della Legge Pio EX. rispondeva con l'enciclica Ubi nos proclamando solennemente che Noi senza colpa di violata fede obbligata da giuramento non possiamo aderire ad alcuna conci­liazione che in qualche modo distrugga o attenui i Nostri diritti [...] non sarem mai per ammettere od accettare, né lo potremmo in alcun modo, quelle guarentigie inventate dal Governo Subalpino .
Nella discussione alla Camera l'On. Bortolucci disse che da principio si diceva di lasciare al Pontefice la così detta Città Leonina; poiché lasciargli il Vaticano con una cerchia di case, come se si trattasse di farne un ghetto cattolico, permettetemi la parola; poiché costituirlo in uno Stato di estrater-
30 Atti Parlamentari Legislatura XXVJ1I, 1* Sessione 1929, voi. I, p. 130.
35) TARCISIO AMATO, a cura di, Stato e Chiesa da Locke alle Guarentigie*, Firenze, 1975, voi. 2, p. 721.