Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secoli XIX-XX
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2000
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La questione romana dal 1870 al 1929 421
ritorialità, il che vuol dire fingere che il Sommo Pontefice fosse-in Roma come un sovrano regnante che viaggiasse in paese estero; finalmente si dice di accordagli l'immunità dei palazzi.36) Evidenziando il vantaggio che la nuova situazione riservava sia al Papa che alla Chiesa, l'On. Boncompagni disse che fuori d'Italia era opinione comunemente professata dai cattolici che il Pontefice non potesse esercitare il suo sacro ministero con dignità ed indipendenza, se non là dove fosse sovrano. Ad assicuragli questa indipendenza era forse il territorio, erano forse i sudditi? No. Anzi il possesso di quel territorio, la dominazione su que' sudditi facevano sì che il vescovo di Roma, capo della Chiesa cattolica, fosse in una condizione peggiore di tutti i vescovi della cristianità; egli solo non poteva restare nella sua sede, se non aveva attorno a sé una soldatesca straniera che imponeva la sua signoria al popolo italiano. [...] [L'indipendenza] dipendeva dall'opinione comune della cattolicità, da quella dei Governi cattolici che lo sollevano sopra la condizione dei sudditi; levandolo al grado di sovrano.37) In altra seduta l'On. Mancini riprese il problema delle franchigie territoriali chiedendosi quali saranno le franchigie territoriali? È il concetto abbandonato della cessione della Città Leonina, o è una specie d'immunità estraterritoriale ristretta non so a quali palazzi o lembi di territorio?.38) Perorando l'idea di un'indipendenza visibile aggiunse che una sovranità senza territorio e senza sudditi sarebbe uno scherzo di cattivo genere.39) Di parere contrario fu Crispi che nel suo intervento non giudicò opportuna, anzi pericolosa, la concessione al Papa di una sovranità territoriale: Non è questione di un terreno più o meno angusto. Basta un palazzo, basta una casa, la quale voi distacchiate con una finzione giuridica dal territorio nazionale per farne l'asilo e la base di un'autorità sovrana, perché questa abbia diritto ad un più esteso dominio .40)
Dalle discussioni parlamentari sembra emergere il desiderio di trovare una forma giuridica che non esplicitasse la formazione di un nuovo Stato Pontificio, ma che nello stesso tempo soddisfacesse il Pontefice. La situazione non era facile a conciliarsi anche per paure che si evidenziarono negli interrogativi su inesplorate situazioni future. Infatti, bisogna ammettere che
39 Rendicónti del Parlamento Italiano, p. 317.
37) M> p, 333.
38) M, p. 400.
39) Jvi p. 407.
MARIO PETRONCELU, ha soluzione della questione romana ed il Trattato tateranense, in 7 Patti Lateranensi - Scritti giuridici per il trentennale della Conciliamone, Quaderni di lustitia, D. 12(1960), p. 193.