Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secoli XIX-XX
anno <2000>   pagina <424>
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Tullio Ae bische r
I confini di questo territorio erano descritti all'art. 1. Essi lambivano il Tevere per poter avere lo sbocco al mare, giravano intorno a Castel Sant'Angelo per dirigersi fino al Bastione del Belvedere per poi continuare a nord lungo le mura; dall'apice occidentale delle stesse mura si dirigeva verso la stazione di San Pietro e da questa di nuovo al Tevere lambendo il Giar­dino Botanico.49) Oltre alla delimitazione del confine, si era considerata anche la sua parte applicativa: Una Commissione composta di tre rappre­sentanti della Santa Sede, di altrettanti del Regno d'Italia e di uno di S.M. il Re di Spagna, stabilirà definitivamente sul luogo la linea di confine subito dopo la ratifica di questo trattato (art. 1). E territorio da cedersi al Papa venne definito dagli scrittori tedeschi come un NLiniaturgebiet (territorio in miniatura) o Uliputkirchenstaat (Stato della Chiesa lillipuziano).5)
Un pregio del progetto di Erzberger, che non è stato messo in eviden­za rispetto ad altre soluzioni ed allo stesso Trattato del Laterano, è quello di descrivere testualmente i possibili confini del nuovo Stato non affidandosi unicamente ad una carta topografica. Infatti, la cartina allegata al trattato del 1929 ha comportato delle difficoltà di interpretazione per l'andamento della linea di confine.51)
Nonostante i suddetti pregi il progetto Erzberger aveva sensibili diffe­renze con la soluzione del 1929. La prima è nell'estensione comprendendo una superficie quasi tripla di quella dell'attuale Stato della Città del Vaticano. L'esistenza di tale superficie aggiuntiva a quella concessa dalla Legge delle Guarentigie avrebbe creato delle situazioni deformi. L'unità del territorio circondato dalle mura avrebbe avuto delle appendici delimitate da strade che bisognava chiudere come un ghetto. Si pensi all'enorme dispiego di uomini sia dall'una che dall'altra parte per i normali controlli al confine. Inoltre, ciò avrebbe apportato alla Santa Sede un aggravio amministrativo notevole
49) La frontiera dello Stato della Chiesa comincia dalla riva occidentale del Tevere, allo sbocco di Via delle Fosse. Essa si estende lungo il lato orientale e nord-est di Castel Sant'Angelo, per la Via Crescenzio fino alla Piazza del Risorgimento; poi segue le mura del Giardino del Vaticano sino al loro punto più occidentale. Di là essa prende la direzione sud fino alla ferrovia di Viterbo e segue questa in direzione sud-ovest sino alla stazione San Pietro, che essa circuisce. Corre in linea retta fino al lato sud di Sant'Onofrio, poi lungo il lato settentrionale del Giardino Botanico e raggiunge la riva occidentale del Tevere imme­diatamente a sud del Ponte di Ferro. A parure da questo punto la frontiera è costituita dalla riva occidentale del Tevere. Il territorio cosi circoscritto è segnato in verde sulla carta allegata (A. PIOLA, La Questione Ramano nella storia e nel diritto da Cavour al Trattato del Laterano cit, p. 265).
*9 V. E. ORLANDO, Miei rapporti con la Santa Sede cit., p. 107.
**) TULLIO AEBISCHER, La Commissione tecnica itaio-vaticana ed i confini del territorio vaticano 1929-19 33 y in pubblicazione su Studi Romana 2000.