Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secoli XIX-XX
anno <2000>   pagina <426>
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Tullio Aebischer
nari, mise al corrente Benedetto XV. Il 24 maggio Mons. Cerretti incontrò il Presidente del Consiglio a Parigi che confermò il colloquio precedente. L'incontro venne raccontato dallo stesso Mons. Cerretti nel suo diario.57* Il territorio richiesto comprendeva sempre una striscia fino al Tevere, ma non sembrava proporre la stazione ferroviaria. Orlando, come i suoi successori, preferiva un territorio che con il Colle Vaticano comprendesse una fascia verso ovest per escludere una zona molto popolata. Dell'incontro vennero informati il re e gli altri ministri il successivo 9 giugno, ma l'ottimismo del primo incontro svani ben presto per le dimissioni dell'On. Orlando una settimana dopo.
VI Le trattative conclusive per il Trattato del Luterano
Anche se la Santa Sede aveva sempre rifiutato la Legge delle Guarenti­gie, quest'ultima permise una convivenza più o meno pacifica tra il potere civile ed il ministero spirituale. Infatti, la soluzione della Questione Romana non si prospettava altrimenti da una trasformazione in stato di diritto della situazione di fatto.58) È da notare che mentre la Santa Sede voleva risolvere il decennale contrasto con un documento bilaterale, cosi non era nei deside­ri dell'Italia. Nel 1925 Mussolini accettò di buon grado il progetto del Sen. Santucci che ritoccò il Titolo I della Legge delle Guarentigie offrendo, così, una soluzione unilaterale.59) Ad avvalorare tale indirizzo vi fu l'insediamento nello stesso anno della Commissione Mattei-Gentili per la riforma della legislazione ecclesiastica 6) senza rappresentanti della Chiesa. Il cambiamento di rotta per la soluzione pattizia si deve collocare nella strategia politica di
57) / giugno 1919. [...] Quanto al territorio da assegnarsi disse sarebbe be­ne estenderci al di là del Vaticano. Bisogna includere nel territorio parte minima possibile della Città [leonina] [...]. Osservai a tal riguardo che sul territorio da determinarsi si poteva­no intavolare trattative ulteriori e che si poteva prendere il punto di partenza tanto dal Ponte S. Angelo quanto dalla Piazza di San Pietro. Mi sembrava peraltro opportuno che i Borghi tacessero parte del territorio anche per avere nel fiume una lìnea visibile di confine. Del resto aggiunsi occorre un territorio più o meno esteso non per avere una sicurezza materiale, bensì per avere una base su cui posi la sovranità, poiché questa non si concepisce senza un territorio. Siamo d'accordo rispose l'on. Orlando , Del resto continuò qui non si tratta di confini strategia o di desiderio di conquista: anche limitato sarà sempre uno Stato, in quella guisa che tanto l'infusorio quanto l'elefante sono esseri viventi , in Vita e Pernierò, fase, giugno-luglio (1929).
5) ERNESTO ORREI, La Concitiamone, Roma, 1942, p. 15.
59 FRANCESCO MARGIÒTTA BROGLIO, Italia e Santa Sede, Bari, 1966, p. 226.
*9-I. GRAZIA, Il negoziato diplomatico per ì Patti Laferanensi cit., p. 11.