Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secoli XIX-XX
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2000
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La questione romana dal 1870 al 1929 427
Mussolini che desiderava conquistare consenso nelle file cattoliche per il giovane governo prossimo anche alle elezioni.
La cronaca delle trattative trova aiuto nel diario di Francesco Pacelli,61) fratello di Pio XII. Purtroppo, un simile documento non è stato redatto da Barone.62)
Grazie alla comune amicizia di Mons. Haver, Pacelli incontrò per la prima volta il plenipotenziario italiano Barone P8 agosto 1926. Pacelli venne autorizzato a trattare due giorni prima dal Pontefice ponendo il caposaldo del riconoscimento, da parte delle altre nazioni, della sovranità assoluta del Papa sul territorio che gli verrà assegnato.63) Da parte italiana la pregiudiziale che il S. Padre dichiari che colla soluzione della questione romana è esclusa ogni riserva di maggiori rivendicazioni territoriali64) fu giudicata grave dal Pontefice perché eliminava la possibilità di ogni altra favorevole od occasionale estensione di territorio, anche per offerta degli italiani .65) Per questioni pratiche (dove insediare, per esempio, le delegazioni straniere presso la Santa Sede?) nel settembre del 1926 si iniziò a pensare all'incorporazione di Villa Doria Pamphilj.6 Comunque, agli inizi di ottobre il Card. Gasparri informò Pacelli che molti cardinali ritenevano pratico un territorio il più piccolo possibile per non avere imbarazzi nel governarlo .67) Come si vedrà il territorio sarà una carta che la Santa Sede userà nel gioco delle trattative per ottenere vantaggi in altri campi che forse erano
6n Diplomatico e giurista italiano (1874-1935). Seguendo la tradizione familiare conseguì la laurea in giurisprudenza e nel 1922 la libera docenza all'Università di Roma. Nel contempo svolse l'attività professionale presso l'Ufficio Legale del Comune di Roma, prima, e come avvocato e consulente legale per la Santa Sede, in seguito. Venne nominato marchese per aver diretto le trattative che portarono alla stipula dei Patti Lateranensi.
Giurista italiano (1879-1929). Dopo gli studi giuridici, nel 1902 entrò in magistratura. Nel 1919 divenne membro del Consiglio di Stato e l'anno seguente fece parte della commissione per la riforma dei codici. Nel 1925 prese parte anche alla commissione per la riforma costituzionale presieduta da Gentile. Il suo più importante incarico fu quello di rappresentare il Governo italiano nelle trattative che portarono alla firma dei Patti Lateranensi nel 1929. Purtroppo, egli morì poco più di un mese prima del coronamento delle sue fatiche.
9 FRANCESCO PACELLI, Diario della Conciliamone, Città del Vaticano, 1959, giornata 6 agosto 1926. Tale pregiudiziale, insieme a quella di inviare alla Santa Sede una lettera per l'apertura ufficiale delle trattative alla quale la stessa avrebbe risposto affermativamente, sono conseguenti al timore di un ritorno alla soluzione unilaterale.
M) Ivi, giornata 24 agosto 1926.
6S> IP/ giornata 25 agosto 1926.
9 IPJ, giornata 11 settembre 1926.
W Jw, giornata 1 ottobre 1926.