Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secoli XIX-XX
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2000
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La questione romana dal 1870 al 1929 429
Nei gennaio 1928, dopo lunghe trattative, Barone ribatte alle proposte di allargamento territoriale con la limitazione della sovranità al solo Vaticano e con l'extraterritorialità per la Villa Doria-Pamphilj.75) Soluzione che non fu ben accetta al Pontefice ed il motivo Barone lo riferisce a Mussolini nel marzo successivo non potendosi assumere la responsabilità di far perdere all'Italia anche una piccolissima parte di territorio. Per questo motivo la sovranità deve essere ristretta a quella parte di territorio che de facto è sotto il potere della Santa Sede dal 1870. Il 26 maggio 1928 Barone consegna a Pacelli la planimetria, indicante la zona ceduta in sovranità (Vaticano) e quella ceduta in proprietà extraterritoriale. Nella risposta il Vaticano provò inutilmente a chiedere una zona circostante la stazione di S. Pietro. Verso la fine di agosto è pronta la nuova planimetria delle tre zone: Vaticano, Villa Dorìa-Pamphilj e zona intermedia.76) Dopo pochi giorni, però, la Santa Sede ritenne utile per rendere la soluzione della questione romana più semplice e più duratura restringersi al solo Vaticano. La nuova situazione venne confermata da Pacelli anche nell'ottobre successivo.
Agli inizi del 1929 muore Barone e Mussolini prende in mano direttamente le trattative.
Il successivo 6 febbraio si svolge una seduta in casa Mussolini alla quale partecipa anche Cozza nella quale sono esaminate le piante disegnate dalTIng. Castelli, per conto della Santa Sede, d'accordo coll'Ing. Cozza stesso. Il giorno dopo Pacelli, Mussolini e Cozza si recarono a visitare i dintorni del Vaticano per definire i confini in Piazza Risorgimento e Piazza S. Uffizio. Davanti a quest'ultimo Mussolini concesse una zona di otto metri da recingersi con una cancellata per rettificare la linea di confine con il Palazzo Alicorni, che verrà abbattuto agli inizi degli anni Trenta. H giorno prima della firma, Pacelli scrive nel suo diario che alle ore 13.20 [...] mi reco dal S. Padre, il quale mi dice che ha riflettuto essere più conveniente lasciare il Palazzo del S. Offizio coll'Oratorio di S. Pietro, il Museo Petriano e adiacenze fuori dal territorio della Città del Vaticano, limitandosi a chiedere il privilegio di extraterritorialità.77) Il colpo di scena è inaspettato anche da parte italiana e la zona viene concessa in extraterritorialità. Infatti, in questa area vi erano degli edifici di proprietà privata che avrebbero complicato il loro controllo da parte della Santa Sede.
?5J L'aggiunta al territorio della Santa Sede di Villa Doria-Pamphilj eon la striscia di comunicazione con il Vaticano fu sempre intimamente osteggiata perche avrebbe rappresentato una violazione dell'integrità territoriale italiana.
76) ACS, Segreteria Particolare del Duce - Carteggio Riservato, b. 6, sf. 9.
n) F. PACELLI, Diario della Conciliazione ek., giornata 10 febbraio 1929.