Rassegna storica del Risorgimento

DE CANDIA ; MARIO ; TENORE ; MUSICA ; COLLEZIONISMO
anno <2000>   pagina <432>
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432 Marco Pizzo
momento di indigenza, fu soccorso dalla principessa Cristina di Belgiojoso che lo inserì nei salotti della capitale come tenore ed esecutore di romanze.
Queste qualità, coltivate dapprima in modo dilettantesco, ben presto furono la fortuna del De Candia che dopo studi e lezioni esordì come cantante professionista nel 1838 conquistando ben presto il successo. Da questo momento iniziò una folgorante carriera, condivisa in parte con la moglie Giulia Grisi, che lo portò nei teatri di Londra, Madrid, San Pietroburgo e New York.2)
Parallelamente a questa sua attività musicale continuava però a coltivare un profondo ed attento interesse per gli sviluppi delle questioni italiane grazie ad una fitta rete di corrispondenti. Ecco, quindi che nel suo carteggio si rintracciano alcune vivaci descrizioni delle guerra del 1848 nel milanese ad opera del suo corrispondente Federico Briffault:
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Domenica. Le nuove di ieri sera confermano quelle già ricevute nel mattino e sono in sostanza queste. Si sparse nella giornata del 5 la voce in Milano che Carlo Alberto aveva capitolato con Radeski.
Numerosi gruppi di popolo si formarono allora sulla piazza della Scala e nelle vicinanze del palazzo Greppi dove alloggiava il Re; si scalmanava ad alta voce siam venduti siam traditi alcune carrozze di viaggio del Re uscivano a questo punto e furono rovesciate, continuando le grida di morte all'infame Carlo Alberto . È però da rimarcarsi che questo popolare sdegno contro Carlo Alberto non si estende all'armata piemontese viva Tarmata piemontese, ma morte al traditore Alberto gridavano. Si vide in questi momenti un ufficiale appartenente al reggio stato maggiore strappare i suoi spallini e dichiarare ch'egli non poteva servire chi sacrificava in questo modo l'onore piemontese.
S'avvicinava intanto la sera ed i clamori andavano crescendo. Gli abitatori di casa Greppi ebbero paura, venne allor furori il duca di Genova. Egli dichiarò che il re Carlo Alberto non abbandonerebbe i milanesi e si combatterebbe fino all'ultimo . Il popolo si calmò un poco. Pompeo Litta e l'abate Aunelli lessero ad alta voce il seguente loro manifesto noi, i due soli membri del governo provvisorio rimasti al nostro posto, sentendo che una capitolazione disdicevole all'onore italiano è stata fatta agli austriaci al gran disonore della città di Milano supplichia­mo il Re Carlo Alberto di darci alcuni schiarimenti su questo fatto importante. Chiamati alla presenza del re, Litta ed Aunelli vennero fuori dopo pochi istanti e
2) Per un profilo biografico del De Candia si rinvia a R. MELONCELLI, De Candia Giovanni Battista Matteo detto Mario, in Dizionario Biografico degli Italiani Roma, 1987, pp. 428-441.
3) Archivio storico Odescalchi (d'ora in avanti riassunto nella sigla ASO), Archivio De Candia, Carteggio. Lettera B.