Rassegna storica del Risorgimento
DE CANDIA ; MARIO ; TENORE ; MUSICA ; COLLEZIONISMO
anno
<
2000
>
pagina
<
437
>
Mario De Canata
437
Vi aspetto dunque e vi rinnovo intanto tutti ì miei cordiali ringraziamenti
Cristina Trivulzio vedova Belgiojoso
Ho ricevuto dal Sig. Mario de Candia la somma di mille Franchi che rimetterò per lui alla vedova Orsini.
Questa sua attività di assistenza nei confronti dei patrioti italiani è testimoniata anche da altre lettere, come la richiesta di aiuto a lui diretta da Francesco Galvani del 1861.
Firenze, 21 gennaio 1861 Gentilissimo Sig. Mario,
Tra le più care ricordanze della mia vita io terrò sempre quella del giorno in cui fidando unicamente nella bontà d'animo vostro dopo avere inutilmente battuto alla porta di molti potenti languente di fame e privo di tutto io vi scrissi il giorno stesso della vostra partenza invocandone il patrocinio.
Io non avevo nessun diritto, tranne quello di un'onorata sventurata per aver ricorso a voi: giacché l'aver scritta la vostra biografia e gli onori che vi avevo tributati, quando ero direttore àzWIndicatore non erano che un omaggio spontaneo della stima che professavo e professo attualmente pel vostro talento né voi mi dovevate riconoscenza alcuna. Gli elogi che si rendono ad un merito così eccezionale come il vostro non ponno essere giovevoli ad alcuno artista ma onorano l'arte di cui esso forma il primo ornamento: sono un omaggio alla verità che ciascuno è in debito, che ciascuno è in obbligo di rendere a chi onora il paese, e chi paga un debito non ha diritto a riconoscenza.
Voi però benché foste al momento della vostra partenza mosso da compassione che nei cuori nobili e generosi ispira sempre una immeritata sciagura (dico immeritata poiché i pochi capitali che possedevo mi furono sottratti dal banchiere che li aveva, fuggito in America, del che diedero notizia tutti i giornali) mi foste largo di un soccorso e quasi che quello non bastasse al vostro, né lamentaste la pochezza essendo voi sulle mosse a recarvi a Parigi, con una lettera che serberò eternamente e mi incoraggiate ad aver ricorso a voi, ove la sventura seguitasse a pesar sopra di me [...]
Credetemi fino all'ultimo respiro vostro.
Conte cav. Francesco Galvani
?) Ivi, Carteggio. Lettera G.