Rassegna storica del Risorgimento
DE CANDIA ; MARIO ; TENORE ; MUSICA ; COLLEZIONISMO
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2000
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pagina
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443
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Libri e periodici 443
da restaurazione alla firn del regno dello stesso Scirocco, in Storia del Mezzogiorno IV, Roma, 1986.
Di pertinente proprio alla celebrazione della Mazzoleni, dobbiamo dire che nei due volumi c'è soltanto, tra le presentazioni, la sottolineatura di Felicita De Negri, attuale direttore dell'Archivio di Stato di Napoli, dell'importanza dell'opera Le fonti documentarie e bibliografiche dal sec, X al sec. XX conservate presso l'Arcbivio di Stato di Napoli, pubblicata a Napoli tra il 1974 e il 1978. Rafforziamo, per quel che vale il nostro apporto, tale sottolineatura e cogliamo l'occasione per ricordare pur noi, commossi, l'operosità della studiosa, che ci rimane viva attraverso i suoi numerosi scritti.
GAETANO ANDRISANI
GIACOMO BIFFI, Risorgimento, stato laico e identità nazionale; Casale Monferrato, Edizioni Piemme, 1999, in 8, pp. 80. L. 15.000.
Ha fatto già discutere, e abbondantemente, il saggio del cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna: Risorgimento, stato laico e identità nazionale, lanciato dagli operatori delle Edizioni Piemme di Casale Monferrato or non è molto; ma ci auguriamo che rimanga ancora per molto tempo vivo nel dibattito politico-culturale italiano, perché lo consideriamo uno schema-guida della riflessione giovevole sul ruolo che deve assumere in Italia il cattolicesimo, che non e più una religione di stato, ma indubbiamente rimane la religione storica della nazione.
L'attuale cardinale di Bologna sovente si pone all'attenzione del mondo colto italiano per le sue prese di posizione nette e ben precisate nei contenuti e nella forma su argomenti talvolta scottanti: lo fa sempre con piglio audace, in tutto e per tutto sincero e fedele alla sua visione del mondo e della vita, rifuggendo da qualsiasi forma di tattica diplomatica, sempre dicendo pane al pane e vino al vino. Per questo, talvolta attorno ai suoi discorsi o ai suoi scritti si accende la polemica, la quale, in fondo, si risolve sempre nell'affermazione della verità, specie quando non si è prevenuti, si entra sul serio nel cuore della questione dibattuta con lo studio accorto e si è disposti ad accettare il colloquio con intelligenza aperta.
H saggio, che è breve, in tutto una settantina di pagine, e che si configura nella sua stesura come traccia di una vera e propria meditazione sul tema, si suddistingue in due parti: la prima si articola attorno ad annotazioni storico-culturali sugli ultimi due secoli della nostra storia nazionale; la seconda, di grande attualità, si svolge sulle questioni dei corretti rapporti tra lo stato laico, che tutti auspichiamo , e la specifica identità nazionale, che dovrebbe stare a cuore a tutti, quali che siano gli schieramenti e le idee di ciascuno. Ognuna delle due parti è suddivisa in capitoletti, in modo che sia ben leggibile la griglia su cui si imposta e si sviluppa il discorso per ciascun problema e allo stesso tempo per la tesi generale.