Rassegna storica del Risorgimento
DE CANDIA ; MARIO ; TENORE ; MUSICA ; COLLEZIONISMO
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2000
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445
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Libri e perioditi 445
cultura politica per il primo secolo del terzo millennio cristiano: appunto per questo ci auguriamo che resti vivo nel tempo e possa essere ancora più al centro dell'animazione politico-culturale dei giorni prossimi a venire.
GAETANO ANDRISANI
Francesca De Carolis (San Marco in Lamis 1754-Tito 1799). Catalogo della mostra documentaria e bibliografica, a cura di TOMMASO NARDELLA; San Marco in Lamis, Quaderni del Sud, 1999, in 16, pp. 77. S.p.
Nella sala consiliare del Comune di Tito, in Basilicata, dal 15 al 29 maggio si è tenuta una mostra documentaria e bibliografica dedicata a Francesca De Carolis, una figura emblematica, ancorché poco nota, dei tragici avvenimenti che accompagnarono, nelle province del Regno, la Repubblica napoletana del '99.
Emblematica perché rompe lo schema più comune della vicenda partenopea del '99, che, favorito anche da tanti interventi celebrativi, oscilla tra il sacrificio generoso di giovani intellettuali, foscolianamente rapiti dal fascino delle illusioni, e le orde dei labari o dei predatori francesi, a seconda del punto di vista che si assume. Particolarmente, poi, in occasione del secondo centenario, le figure femminili hanno dominato la scena delle commemorazioni più o meno di circostanza o più o meno di rivisitazione in chiave di problematiche attuali (si pensi, ad esempio, agli interventi di M.A. Macciocchi).
Anche la nostra Francesca De Carolis ha trovato spazio su pagine di giornali e rotocalchi, spesso senza il benché minimo tentativo di approfondimento della sua figura e di spiegazione dei fatti che l'hanno vista protagonista. La mostra curata da Tommaso Nardella, invece, ci riporta nel clima giusto della ricerca storica e del suo valore culturale, dell'importanza, cioè, di commisurare le pur inevitabili passioni che accompagnano la conoscenza del passato con il rigore del metodo e l'onestà di compulsare le fonti prima di abbandonarsi alla letteratura.
E, purtroppo, le fonti, che riguardano soprattutto le province, al di là della capitale del regno, sono episodiche e frammentarie. È questo anche il caso della De Carolis: di lei si hanno scarse e scarne notizie.
Nata a San Marco in Lamis (Fg) il 5 dicembre 1754, sposò, per procura, nel settembre del 1772, Scipione Cafarelli e si stabili a Tito. Era vestita di nero, aveva i capelli ben ravviati, spartiti sulla fronte, una nitida cuffìetta di trina bianca, posata a metà sul capo, da tutta la persona emanava una misteriosa attrattiva, un'aria di nobiltà d'animo. Questo, di un anonimo memorialista, è l'unico ritratto di Francesca De Carolis, che nella cittadina lucana condurrà una vita serena di madre e donna attenta e sensibile al nuovo che va delineandosi nella vecchia Europa. Così, quando da Napoli si diffonderanno nuove idee e in tante piazze sarà innalzato l'albero della libertà, la troveremo al fianco del marito, divenuto capo della mu-