Rassegna storica del Risorgimento
DE CANDIA ; MARIO ; TENORE ; MUSICA ; COLLEZIONISMO
anno
<
2000
>
pagina
<
449
>
Libri e periodici 449
di Napoli, la monotona Ginevra, la grossolana Zurigo, e così via, sullo sfondo sempre le orge ed i mostri della rivoluzione (un breve ritorno a Parigi, tra il maggio 1795 ed il gennaio 1796, non vale che a fargli toccar con mano la propria emarginazione ed impotenza in mezzo alle cannonate di vendemmiaio: Tra i francesi solo gli scellerati hanno dimostrato energia e una sorta di saggezza nella loro condotta, e le persone dabbene si sono comportate da imbecilli ).
Le critiche alla costituzione dell'anno III, la riluttanza all'annessione della Savoia e di Ginevra, per non parlare del Belgio, qualche massima di sano e sodo buon senso (L'amore universale può nascere solo dal complesso degli affetti locali, non bisogna distruggere questi affetti ma indirizzarli verso un più elevato scopo ), qualche penetrante notazione introspettiva (In nessuna epoca della mia vita sono riuscito ad abituarmi alle manifestazioni chiassose della gioia : non a caso le citazioni dai Tristia ovidiani sono quelle che ricorrono più di frequente), tutto ciò e magari anche la festicciola campestre indetta per celebrare Termidoro, tutto ciò concorre a delineare un quadro variopinto ed affascinante, che si percorre con estremo piacere, come aveva iniziato a fare, armato di pazienza e di dottrina, anche un gentiluomo di singolare austerità quale Alessandro Casati.
RAFFAELE COLAPIETRA
GIROLAMO ADDEO, Libertà di stampa e produzione giornalìstica nella Repubblica Napoletana del 1799; Napoli, Loffredo, 1999, in 8, pp. 401. L. 36.500.
Il giudizio di Benedetto Croce, secondo il quale la Repubblica napoletana del 1799 segnò la nascita del giornalismo politico, è stato recentemente confermato e documentato da Girolamo Addeo con il volume della Edizioni Loffredo di Napoli Libertà di stampa e produzione giornalistica nella Repubblica Napoletana del 1799.
Per l'autore, anzi, Napoli, offrendo l'immagine di un centro di vivace e libera produzione, avrebbe recuperato, in tale attività, un ruolo pari al suo prestigio di metropoli europea, divenendo culla del giornalismo moderno.
Dopo una rassegna rapida, incisiva e puntuale delle vicende della stampa a Napoli dal 400 al 700, segue, nel volume, una organica sintesi della legislazione francese sulla libertà di stampa fino al 1799, per meglio focalizzare il significato ed i caratteri di quella concessa a Napoli, per effetto della quale si registrò una ricca fioritura di giornali politici e letterari ed anche in lingua dialettale.
Il lettore è, così, introdotto come in una galleria ove ogni periodico, collocato, in riquadri ben delineati con le caratteristiche redazionali e tipografiche, i più interessanti editoriali, i percorsi di cronaca, gli scopi e gli indirizzi, rivive con la freschezza di una ritrovata contemporaneità. E poiché i giornali illustrano la repubblica quale quotidianamente fu, ma anche quale poteva o doveva essere, il lettore è immerso, con immediatezza e trasparenza, nella cultura e nelle istituzioni della Napoli dei '99.