Rassegna storica del Risorgimento
DE CANDIA ; MARIO ; TENORE ; MUSICA ; COLLEZIONISMO
anno
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2000
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pagina
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451
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Libri è periodici 451
L'itinerario sentimentale del Cavour viene ripercorso a ritroso partendo dall'ultimo affetto e dall'ultima donna della sua vita, l'attrice Bianca Ronzarti, per approdare attraverso alcune storie significative ai suoi amori giovanili e alla passione più conosciuta e con l'esito più doloroso: Anna Giustiniani. Cavour nei suoi affari sentimentali oscilla tra passione e ragione: sensibile sì al fascino femminile, coinvolto dai sentimenti, come rivelano le lettere indirizzate alle sue donne e i pensieri che affida al suo Diario, ma al tempo stesso sempre misurato, lucidamente padrone di sé e calcolatore delle sue mosse.
Anche Cavour respirava il clima romantico nonostante vivesse in una Torino grigia e tetra e gli autori lo paragonano al Don Giovanni seduttore di donne vittime del suo superomismo e poi abbandonate non per cattiveria o tradimento, ma per una sorta di destino che lo separa emotivamente da loro. Bianca Ronzani, l'ultima donna del Cavour, una ballerina non eccelsa e con quasi venti anni in meno, rappresentò nella sua vita un'oasi di riposo e quiete. Lo statista, uomo prostrato dalla frenetica attività politica, avvertiva un profondo senso di stanchezza e un urgente bisogno di riposo che non riusciva ad appagare nell'ambiente familiare. In quegli anni casa Cavour era abitata dal fratello Gustavo, sospettoso, diffidente, bigotto e reazionario, con cui non intercorrevano buoni rapporti e dal nipote Ainardo, troppo simile al padre.
Nella maturità due furono i grandi amori del Conte: Melanie Waldor ed Emilia Pollone. Egli incontrò la prima, donna di rara intelligenza e grande personalità, più anziana di lui (come tutte le sue donne ad eccezione della Ronzani) a Parigi. La Waldor, delusa ed amareggiata dal fatto che il giovane piemontese aveva troncato la loro relazione e aveva preferito ritornare a Torino in nome di un forte legame con la sua patria e la sua famiglia, volle punirlo rendendolo protagonista del suo romanzo Al-phonse e Giuliette, in cui il conte viene trasfigurato nell'uomo byronico, dagli occhi fondi e misteriosi e dall'apparente espressione fanciullesca.
Prima del soggiorno parigino, a Torino, Cavour aveva nutrito un'ardente passione (forse la più lunga della sua storia sentimentale) per Emilia Pollone, donna bella ed affascinante, ma sposata ad un uomo gelosissimo. Proprio la gelosia del marito, che il padre di Camillo, Michele, aveva cercato di placare con alti incarichi alla corte del Re, fu la causa determinante della fine della relazione.
Una storia d'amore più impetuosa fu quella vissuta con Anna Giustiniani conosciuta, all'età di ventanni, quando era sottotenente del Genio a Genova. Allontanato da lei la rivede a Torino dopo quattro anni di lutti e dolori e allora l'amore trionfa e sfocia in una storia travolgente ed intensa, raccontata dalle parole appassionate e dai messaggi infuocati che è possibile leggere nel carteggio intercorso fra i due.
U Conte raggiungerà Nina alle terme di Vinadio, ma poi la Giustiniani dovrà far ritorno a Genova per adempiere ai propri doveri di moglie e madre. I due si rivedranno l'ultima volta nel 1834.
Intanto il Cavour, in soggiorno a Valdieri, seduce un'altra donna: Clementina Guasco. Egli vive parallelamente le due relazioni con queste due creature femminili cosi diverse: Clementina, donna gelosa e passionale che cerca di dominare e soggjb-