Rassegna storica del Risorgimento
DE CANDIA ; MARIO ; TENORE ; MUSICA ; COLLEZIONISMO
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2000
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Likij e periodici 459
P. PIANO, "Luigi Atesini: una vita per l'emancipatone operaia 1850-900, Prefazione di F. Della Peruta, Introduzione di F. Minazzi; Varese, Università popolare, 1998, in 8, pp. LX-374. S.p.
Luigi Alesini (Varese 1859-San Francisco del Brasile 1894), apostolo dell'emancipazione dei lavoratori, fu guida delle masse sfruttate della Varese di fine Ottocento ed esponente di spicco del Partito Operaio Italiano. Organizzatore dei combattivi scioperi varesini delle tessitrici (ottobre 1888) fu anche l'anima degli scioperi dei coloni varesini (gennaio-aprile 1889, nonché animatore delle numerose Società di mutuo soccorso dei Figli del Lavoro e delle Sorelle del Lavoro del territorio varesino. Il movimento sindacale varesino tutto deve a quest'uomo che seppe unire intelligenza e sacrificio totale alla causa dell'emancipazione degli operai. La sua forte personalità e la sua incredibile capacità di lotta suscitarono l'attenzione di Francesco Càspi, che lo fece oggetto per dirla con Filippo Turati di una bieca, accanita, aiminosa persecuzione giudiziaria. Su diretta sollecitazione di Crispi furono rapidamente conclusi numerosi processi contro Alesini che gli valsero diverse condanne, nonostante le strenue e appassionate difese del giovane avvocato Turati. Per evitare la carcerazione, nel settembre 1889 Alesini andò in esilio e si trasferì in Argentina, dove contribuì alla costruzione del Partito Operaio Argentino, e poi si recò in Brasile dove, deluso ma non domito, morì. Falegname autodidatta, dotato di un'intelligenza acuta e vivace, collaborò assiduamente al Fascio Operaio, organo del POI, e nel 1887 pubblicò anche un intelligente opuscolo: 7 lavoratori e l'emancipatone.
Il presente volume, basato su moltissimi documenti d'archivio inediti o poco conosciuti, e su tutti gli scritti di Alesini rintracciati, permette una ricca ricostruzione del personaggio, nonché una preziosa delineazione di una Varese socialista, operaia e contadina di fine Ottocento pressoché ignorata dalla storiografia tradizionale. Per questa ragione, come ha scritto Della Peruta nella Prefazione, questo lavoro colma una vistosa lacuna nella storiografia relativa al movimento dei lavoratori di fine Ottocento, in quanto Alesini non figura neppure nel pur prezioso Dizionario biografico curato da Franco Andreucci e Tommaso Detti. Nell'opuscolo citato su 7 lavoratori e l'emancipatone egli sostiene l'inutilità e l'ingiustizia della proprietà privata dei mezzi di produzione e indica la prospettiva di una più giusta società collettivista. Per arrivare a questa società di liberi e di eguali era però necessaria l'esistenza di forti paniti operai, basati sulle società di resistenza, capaci di lottare nell'immediato per l'aumento delle retribuzioni e la diminuzione delle ore di lavoro. E a queste lotte avrebbero dovuto dare il loro contributo essenziale anche le donne dei ceti popolari costrette a una quotidiana vita da galera negli ergastoli industriali che esaurivano il loro fisico cosi da permettere quella emancipazione dei lavoratori che avrebbe portato con sé anche questo grande e sublime beneficio umano: la redenzione della donna. Dominato da queste idee, Alesi ni si fece apostolo instancabile del socialismo che, come molti dei suoi compagni, collcgava direttamente all'insegnamento evangelico, e dell'organizzazione di classe, con grande dedizione e capacità di sacrificio. L'appendice documentaria contiene anche una scric di documenti assai