Rassegna storica del Risorgimento
DE CANDIA ; MARIO ; TENORE ; MUSICA ; COLLEZIONISMO
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2000
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Vita dell'Istituto
distaccato a tal fine dal Comandante della Regione Militare Emilia Romagna, B. Gen. Giuseppe Vallotto.
Dopo la cerimonia, si è aperto il convegno nelT Auditorium del Gruppo Cremonini (g.c.) coi saluti dei sindaci di Castelvetro e Castelfidardo, ai quali è seguita l'introduzione ai lavori svolta dal Presidente del Comitato prof. Walther Boni che ha portato ai convegnisti gli auspici augurali del Presidente dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, prof. Giuseppe Talamo.
Si sono poi succeduti i relatori che hanno esposto i risultati dei loro studi e ricerche sui rispettivi temi loro assegnati.
11 prof. Walther Boni ha tracciato un disegno dei tre personaggi che furono protagonisti nella crisi del 1859-1860: Francesco Giuseppe, Napoleone III e Vittorio Emanuele II, seguendoli nelle loro vicende personali e politiche e negli intrecci convergenti e contrapposti, dai quali scaturì un primo evolversi verso un impianto paraunitario in Lombardia e negli Stati dell'Italia centrale.
Dopo il prof. Boni, ha preso la parola il dott. Massimo Coltrinari, soprintendente del Museo di Castelfidardo, ufficiale superiore in s.p.e. dell'Esercito, consigliere della Società di Storia Militare ed autore di saggi storici riguardanti, fra l'altro, fatti che portarono le Marche allo Stato unitario. Il dott. Coltrinari ha svolto la sua relazione su Castelfidardo , soffermandosi in particolare sulla discussa partecipazione del generale Cialdini alla battaglia.
Alla relazione del dott. Coltrinari ha fatto seguito il dott. Gian Luigi Rinaldi, che ha intrattenuto l'uditorio sull'organizzazione, equipaggiamento e dottrina d'impiego negli eserciti sardo, francese ed austriaco nel 1859. Il dott. Rinaldi, tenente colonnello degli alpini ed ingegnere nonché architetto, è membro del Gruppo storico uniformologico Raimondo Montecuccolì ed appassionato collezionista di armi ed uniformi. Egli ha portato seco ed ha presentato all'uditorio un fucile con baionetta in dotazione all'esercito sardo nel 1859 ed ha illustrato, anche mediante proiezione di diapositive, l'armamento e le uniformi dei tre eserciti in campo in Lombardia nel 1859.
Sullo svolgimento della campagna, il relatore ha sottolineato l'iniziale inerzia austriaca a cui fece da contrappunto la temerarietà francese; specie a Magenta la cui battaglia fu caratterizzata da incertezze austriache, culminate con un'intempestiva ritirata e il mancato impiego di forze di riserva sopraggiunte che lasciarono i francesi padroni sul campo e consentì ai franco-piemontesi una marcia indisturbata su Milano, obiettivo di primaria importanza politica.
A Solferino, Napoleone III intuì e perseguì l'azione decisiva al centro dello schieramento austriaco, imponendo alle due ali di resistere ad ogni costo alle prevedibili manovre avversarie; dal canto loro i sardo-piemontesi eseguirono una efficace manovra di protezione di tutta la manovra aggirante francese e sbaragliarono nel tardo pomeriggio il corpo d'armata Benedek a San Martino.
Dopo la relazione del dott. Rinaldi, ha preso la parola il dott Alberto Menziani della Deputazione di Storia Patria di Modena. Il dott. Menziani ha trattato il tema Le Reali Truppe Estensi sul quale sta svolgendo appassionate ricerche. Quando il duca di Modena Francesco V fu costretto, dal precipitare degli eventi, a lasciare il