Rassegna storica del Risorgimento

Granducato di Toscana. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <488>
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Gabriele Paolìni
degli altri popoli d'Italia, ed il resto con poche eccezioni era infetto da fanatismo rivoluzionario e corrotto dalle sette.13)
Ferdinando I delle Due Sicilie aveva potuto raggiungere Lubiana solo dopo solenne promessa di difendere la Costituzione da lui concessa e per la quale aveva giurato, ma i suoi veri propositi erano, come noto, opposti. Di qui onde non metterlo in contraddizione coi messaggi da lui ultimamente fatti al Parlamento, e non diminuire la sua considerazione rispetto alla Nazione [...] giacché non deve essere il Re divenuto libero che revoca gli atti da lui emanati,14) la necessità di far apparire Ferdinando difensore del sistema da lui odiato, ma costretto a piegarsi alla volontà delle Potenze che quel sistema non volevano lasciar sussistere.15)
Nei suoi colloqui ufficiosi Corsini aveva modo di conoscere gli umori dei vari rappresentanti stranieri, cogliendo bene le diverse posizioni. Quella inglese, fermamente concorde nella sostanza con Metternich ma obbligata a salvare le forme per le difficoltà che Casdereagh aveva a farla accettare al Parlamento, con il delegato britannico lord Stewart che partecipava alle riunioni in qualità di semplice osservatore;16) quella dei diplomatici francesi, interessati a creare a Napoli un precedente per un loro eventuale intervento in Spagna, dove i liberali moderati e esaltati avevano strappato la Costi­tuzione a Ferdinando VII già dal gennaio del 1820.17) La posizione russa era invece dominata dalla volontà oscillante dello Zar e dalla contrapposizione fra i suoi due più stretti collaboratori, Nesselrode e Capodistria, il primo decisamente schierato su posizioni oltranziste, il secondo incline a qualche concessione liberale.
Lo Zar avrebbe voluto rafforzare il ruolo della Santa Alleanza; a tale scopo i suoi ministri il 24 gennaio proposero di inserire nel protocollo un preambolo in cui si dichiarava che le risoluzioni adottate verso Napoli non erano che la conseguenza dei principi generali già stabiliti dalle cinque Potenze Alleate nel 1818 ad Aquisgrana. L'obbiettivo era quello di fissare il principio dell'intervento generalizzato contro ogni possibile rottura dell'or­dine stabilito nel 1815, ma di fronte alle perplessità francesi e all'opposi­zione inglese il tentativo falli.18)
i?> Ibidem.
'> Ivi, Corsini a Fossombroni, 19 gennaio 1821.
15) Cfr. i Giornali delle Conferenze di Lubiana pubblicati negli Atti dei Parlamento delle Due Sicilie, voi. IV, cit., pp. 399-460.
19 ASF, Esteri, I 1128, cit., Corsini a Fossombroni, 23 gennaio 1821.
17) Ibidem. Sulle posizioni dei vari gabinetti europei ed in particolare di Casdereagb cfr. H. KISSINGBR, Diplomazia della Restauratone cit., pp. 290-311.
18) ASF, Esteri, f. 1128, cit, Corsini a Fossombroni, 25 gennaio 1821.