Rassegna storica del Risorgimento

Granducato di Toscana. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <490>
immagine non disponibile

490
Gabriele Paolini
ancora una volta si volessero evitare problemi all'economia del paese più che pregiudicare la sua sovranità. Del resto già nel 1815, di fronte alla pro-ppsta di Metternich di creare una Confederazione italiana con a capo l'im­peratore d'Austria, le uniche perplessità di Corsini riguardavano le dimen­sioni dei contingenti militari che ogni Stato avrebbe dovuto fornire per la difesa in tempo di pace; allo stesso modo nel trattato di alleanza fra Tosca­na ed Austria firmato il 12 giugno 1815 Corsini, per non pesare troppo sull'erario e sulla popolazione delle campagne, chiese ed ottenne di limitare considerevolmente il numero delle truppe che il Granducato avrebbe do­vuto mobilitare.23)
In ogni caso, per regolare il passaggio dell'armata, il 1 febbraio 1821 a Firenze fu conclusa una convenzione fra Austria e Toscana dove erano dettagliatamente elencate la quantità di viveri da somministrarsi, le razioni di foraggio, le spese per i trasporti e ogni altra necessità.24) Del buon funzio­namento di questi servizi e della collaborazione delle autorità toscane si compiacque in seguito anche il generale Frimont,25) mentre in Romagna e nelle Marche le requisizioni per provvedere ai bisogni delle truppe erano all'ordine del giorno.26)
In attesa della soluzione militare del problema napoletano (avvenuta ai primi di marzo con la battaglia di Antrodoco), a Lubiana ci si iniziò ad occupare del dopo. Metternich, fermamente convinto che un ritorno al passato regime fosse del tutto controproducente e foriero di nuove rivolte nel medio o lungo periodo, giudicava necessario un sistema consultivo, quella che allora si chiamava monarchia temperata;27) viceversa Ferdinan­do I desiderava un puro e semplice ripristino dello stata quo ante. In questa seconda fase delle trattative Corsini svolse un ruolo molto importante, poiché si occupò della preparazione di un piano organico di riforme per il Regno delle Due Sicilie.28)
23) G. PAOLI Ni, Tra Corsini e Fossombroni. La politica estera del Granducato di Toscana nei primi anni della Restauratone cit.
2t> ASF, Esteri, reg. 163, prot. 78, aff. 1.
25> Corsini a Fossombroni, 26 febbraio 1821: N. BIANCHI, Storia documentata della di­plomazia europea in I/alia, cit., voi. II, pp. 335-339. Questo e altri due dispacci di scarsa importanza sono gli unici rapporti di Corsini pubblicati da Nicomede Bianchi.
2*> A. TAM BORRA, I Congressi della Santa Alleanza di Lubiana e di Verona e la politica della Santa Sede cit, p. 200.
z7) K. VON METTERNICH, Mén/oires, documents et éerjts divers, publiés par son fils R. de Metternich, Paris, PJoo-Nourrit e C, 1881, voi. Ili, p. 487. Sulla Restaurazione a Napoli nel 1821 cfr. G. CiNGAM, Mezzogiorno e Risorgimento. La Restaurazione a Napoli dal 1821 al 1830, Bari, Laterza, 1970, passim.
28) La sua posizione e espressa compiutamente in una lunga lettera a Fossombroni del 29 gennaio integralmente pubblicata in Appendice al presente saggio. TI 30 gennaio Corsini