Rassegna storica del Risorgimento

Granducato di Toscana. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <493>
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Metternich e la Toscana (1821-1822) 493
cario a Verona, dove era molto più semplice intercettare le corrispondenze dei diplomatici,41) poiché la convenzione postale austro-toscana del settem­bre 1822 che lo mise in grado di controllare tutte le lettere spedite da mittenti del Granducato e quelle in transito con destinazione per tutta l'Europa, la Turchia, il Levante e le colonie,42) sarebbe entrata in vigore solo il 1 gennaio 1823: una prova ulteriore della netta subordinazione politica della Toscana all'Impero.
Il nuovo Congresso sì aprì alla fine di ottobre del 1822, e ad esso parteciparono molti membri delle famiglie reali europee, fra cui per un certo periodo anche il Granduca con il figlio Leopoldo,43) ma ovviamente rappre­sentati alle conferenze diplomatiche da Corsini. I temi da affrontare erano molti: occupazione militare austriaca nel Regno delle Due Sicilie e in Pie­monte, ammissione o meno di Carlo Alberto alla successione al trono di Sardegna, rivoluzione spagnola, abolizione della tratta dei negri, insurrezioni in Grecia e nelle colonie dell'America Latina.
L'aspetto più noto della partecipazione di Corsini al Congresso è la sua attività in favore di Carlo Alberto, che dall'aprile 1821 si trovava con la famiglia a Firenze, presso il suocero, in attesa che altri decidessero il suo destino.44) Nei colloqui confidenziali avuti a Verona, Corsini insistè sull'estra­neità del principe di Carignano alla rivoluzione del marzo '21, sottolineando la sua buona fede, e rimproverandogli solo l'essersi lasciato circondare da gente perversa che l'aveva compromesso.45) Al di là dell'attivismo di Cor­sini, la successione di Carlo Alberto fu garantita dalla convergenza di inte­ressi diversi delle maggiori Potenze, ma il principe avrebbe dovuto espia­re i suoi errori combattendo contro i liberali in Spagna, contro la quale non a Verona, ma pochi mesi dopo fu stabilito l'intervento francese.46)
41 ) S. Fu Ri-ANl, La San fa Sede e il Congresso di Verona, in Nuova Rivista Storica, 1955, fase. Ili, pp. 468-471.
42> S. Furlani, La politica postale di Metternich e l'Italia, Prato, Istituto di studi storici postali, 1988, pp. 31-39.
* Per alcuni appunti del Granduca ereditaria, sul Congresso di Verona cfr. F. PESENDORFER, Leopoldo lì di Lorena, Firenze, Sansoni, 1989, pp. 4-5.
**) Sul soggiorno fiorentino di Carlo Alberto e sull'attività di Corsini in suo favore cfr.: N. BIANCHI, Storia documentata della diplomazia europea in Italia cit., voL II, pp. 114-120; G. MASI, Carlo Alberto nell'esilio di Firenze secondo i carteggi di Ferdinando 111 e altri documenti, in II Risorgimento italiano, 1931, n. Ili, pp. 207-312; N. RoDQjLjfóo, Carlo Alberto nei primi anni di regno, Firenze, Le Monnicr, 1931, pp. 213-34 Suia posizione austriaca circa la successione di Carlo Alberto è fondamentale Le relazioni diplomatiche fra l'Austria e il Regno di Sardegna., I serie, voi. Il, a cura di N. NADA, Roma, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1968, passim.
* ASF, Esteri, F. 2392, iris, senza numero; dispaccio cifrato di Corsini a Fossombro-ni, 5 novembre 1822.
**) Sull'intervento francese In Spagna cfr. G. BERTlER DE SAUVIGNY, Metternich et la France après le Congrès de Vienne, t. 11: Les grands Congrès 1820-1824 cit., pp. 663-812.