Rassegna storica del Risorgimento
Granducato di Toscana. Storia politica. Secolo XIX
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2000
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Gabriele Paoììni
Il congresso decise anche la fine dell'occupazione militare austriaca in Piemonte, mentre nel Regno delle Due Sicilie fu solo ridotto il numero delle truppe; l'insurrezione della Grecia contro il dominio turco fu affrontata solo in relazione al problema dei giovani volontari che da tutta Europa accorrevano a combattere nella penisola ellenica.47) Il problema interessava direttamente la Toscana, poiché a Livorno i Greci cercavano di rifornirsi di armi e munizioni, e Metternich insistè con Corsini perché ciò fosse decisamente impedito;48) sin dal gennaio 1822 era stato proibito alla bandiera dei Greci indipendenti l'approdo a Livorno, ma grazie alla natura di porto franco di quella città l'acquisto delle armi non poteva essere del tutto vietato,49)
Fin dal suo arrivo a Verona a Corsini era apparso evidente che uno dei punti principali ai quali l'Austria teneva maggiormente era quello di organizzare un efficace controllo poliziesco in tutti1 gli Stati italiani per prevenire e sgominare l'azione delle vendite carbonare. Già il 2 novembre l'imperatore Francesco I gli aveva detto che riteneva controproducente l'esilio dei vari esponenti liberali e democratici, una procedura a cui in Piemonte e a Napoli si era fatto grande ricorso, poiché la loro permanenza avrebbe potuto destabilizzare i paesi dove trovavano asilo.
Gli risposi che sebbene si tratti di cose che dipendono dal libero esercizio della sovrana potestà, e sulle quali non mi sarei permesso d'interloquire, tuttavia in massima non potrei avere un'opinione diversa dalla sua, e che avrei desiderato che tutti i Stati d'Italia avessero in ciò agito come la Toscana, che non ha esiliato nessuno dei suoi sudditi, e che se venisse il caso, finora quasi mai accaduto, di doverne punire alcuno per delitti politici, non avrebbe mai inflitto questa pena.
Passò quindi l'imperatore a parlare delle turbolenze di Romagna, e dell'influenza che specialmente gli esuli romagnoli hanno avuto nella formazione delle sette, e nelle cospirazioni scoperte in altri stati, lo che mi diede luogo a fargli l'Istoria della situazione in cui ci trovammo quando il Governo Pontificio esiliò ad un tratto certi individui di quella provincia. Gli rimarcai specialmente che non si tardò a far conoscere per mezzo del Ministro Conte Appony l'imbarazzo che ci davano tutti costoro, in gran parte privi d'ogni mezzo per andare altrove, e che non si è cessato di sollecitare il loro richiamo in Patria, ed una volta ottenuto si sono subito fatti partire, e frattanto si sono tenuti in luoghi centrali ove potessero essere meglio sorvegliati.
Nulla meno non deve meravigliare, né è imputabile alla Toscana se alcuni di costoro per antiche criminose pratiche rivoluzionarie si sono trovati implicati nella
**> ASF, Esteri, f. 2392, eie; Corsini a Fossombroni, 2 dicembre 1822.
**> hi, dispacci di Corsini a Fossombroni, del 3 novembre e 10 dicembre 1822. Sugli aiuti forniti alla Grecia dal circolo di Vicusseux, il più Importante centro fìloellenko italiano, cfr. C. CECCUTI, Risorgimento greco e Jì/oeilenìsma nei mondo dell'*Antologia, in AA.W,, Indipendenza e unità nazionale, in Italia e in Grecia, Firenze, Olschki, 1987, pp. 79-131,
* ASF, Esteri, reg. 188, prot. 103, aff. 14; Fossombroni al capitano del porto di Livorno, 5 marzo 1823.