Rassegna storica del Risorgimento
Granducato di Toscana. Storia politica. Secolo XIX
anno
<
2000
>
pagina
<
496
>
496
Gabriele Paoli ni
Anche nella sorveglianza delle sette carbonare i ministri toscani avevano preferito giocare d'anticipo, infiltrando gà dal 1818 fra i rivoluzionari romagnoli una spia abilissima, Giuseppe Valtancoli,54) che tenne costantemente informato di ogni loro mossa Fossombroni,55) il quale a sua volta trasmetteva a Vienna le informazioni ricevute. Metternich a Verona chiese a Corsini i rapporti firmati di Valtancoli, per servirsene nei processi che si tenevano nel Lombardo-Veneto. Corsini rilevò che i dispacci erano già stati trasmessi non firmati a suo tempo ed aggiunse che la giustizia del Governo verso quest'uomo che gli era stato fedele e utile, richiedeva di non comprometterlo e di non farlo figurare nella procedura, anche per le vendette che i settari potevano prendere contro di lui;56) evidentemente il governo toscano non voleva privarsi di un informatore ancora prezioso.
Un argomento molto discusso dietro le quinte del Congresso e su cui Corsini si adoperò attivamente, riguardava l'istituzione, auspicata da Mette-nich, di una Commissione di polizia formata da delegati dei diversi governi d'Italia che avesse il compito di scoprire le varie attività della Carboneria. Questa ipotesi suscitò un vivo disappunto in Corsini e Fossombroni, che temevano una diretta influenza dell'Austria negli affari interni della Toscana e un attivismo eccessivo contro la Carboneria, estremamente debole nel Granducato, ma che in questo modo sarebbe stato accomunato a tutti gli altri Stati italiani e avrebbe visto compromessa la sua immagine di isola felice. Per opporsi a tali rischi Corsini trovò nel rappresentante pontificio cardinale Spina un sicuro alleato,57) mentre il governo sardo vedeva positivamente l'attività della futura Commissione.58)
Il nostro discorso per altro fu principalmente diretto a concepire i mezzi adatti e prudenti per declinare da tal misura che a senso mio è stata provocata dalla
su Colletta in particolare cfr. JL condanna e l'esilio di Pietro Colletta, a cura di N. CORTESE, Roma, Regio Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, 1938, pp. XLVIII e 103-105.
M) G. FENZJ, Il Granducato di Toscana fra reazione e rivoluzione nei primi anni dopo il congresso di Vienna, in Ricerche Storiche, Ì, n. 2, p. 389.
59 Per quanto riguarda i rapporti di Fossombroni con i carbonari romagnoli una pubblicistica apologetica ha visto in lui addirittura un ministro cospiratore. In realtà se è vero che ebbe contatti con esponenti di essi che desideravano l'annessione della loro regione alla Toscana, fu esclusivamente per tenerli sotto controllo; cfr. P. PIERI, La Restauratone in Toscana cit, pp. 40-78.
W ASF Esteri, f. 2392, cit.; Corsini a Fossombroni, 8 novembre 1822.
57> Cfr. le istruzioni di Consalvi a Spina in A. TAMBORRA, / congressi della Santa Alleanza di Ljtbìana e di Verona e la polìtica della Santa Sede cit., pp. 206-207
**) Corsini a Fossombroni, 26 novembre 1822, dispaccio edito in N. BIANCHI, Storia documentata della diplomala europea in Italia dt*, voi II, pp. 130-131.