Rassegna storica del Risorgimento

Granducato di Toscana. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <500>
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Gabriele Paoli ni
I prematuri danni di Pontremoli e Bagnone per la confinazione ottenuta non sarebbero da paragonarsi coi danni permanenti ed irrimediabili di tutta la Toscana se tale confinatone desiderata non avesse luogo, mentre debbo ripetere una volta per sempre che questa confinazione è d'essenziale necessità per la sicurezza e prosperità del Granducato e per l'importanza maggiore che porta seco a riguardo della dominazione austriaca in Italia .67)
II carattere strumentale di queste tesi appare piuttosto evidente se si pensa al disinteresse delle autorità granducali per l'esercito e l'apparato mili­tare in gènere, ma anche alla posizione secondaria del fronte dell'Italia cen­trale in caso di guerra rispetto al Piemonte e al Lombardo Veneto. La dominazione austriaca in Italia: per spingerlo sulle loro posizioni i ministri toscani non mancavano di fare leva sull'argomento a cui Metternich era maggiormente sensibile, e per ottenere un più coerente e organico assetto del Granducato non si facevano illusioni sulla sua subordinazione alla poli­tica austriaca, e anzi cercavano di trarne i possibili vantaggi. Metternich in linea di principio appoggiava le richieste toscane, ma di fronte alla scarsa collaborazione di Francesco IV consigliò a Corsini di riprendere le trattative con Modena in un altro momento.68)
Altrettanto gravi erano i problemi con Lucca, in primo luogo quelli relativi alla decisione della Duchessa Maria Luisa di impiegare tutti i beni della lista civile del suo Ducato frutto della soppressione degli istituti ecclesiastici in età napoleonica nella dotazione di dodici nuovi conven­ti.69) Di fronte alle rimostranze toscane la Duchessa aveva risposto che come essa non si interessava affatto di ciò che avveniva a Parma, così avrebbe dovuto fare anche Ferdinando III a proposito di Lucca, rimandan­do le decisioni che reputava utili a reversione avvenuta.70) Lo stato delle finanze lucchesi era seguito con crescente apprensione a Firenze, a causa delle continue spese della Duchessa; un informatore di Fossombroni, il marchese Gassoni, che si recava spesso a Lucca, cosi scriveva:71)
Il disordine delle sue Finanze progressivamente s'accresce senza che vi sie-no opposti rimedi. Si va innanzi col doppio rovinoso sistema d'arretrare i paga-
67> ASF, Esteri, reg. 184, prot 99, affi. 59; Fossombroni a Corsini, 28 novembre 1822.
<*> Ivi, Corsini a Fossombroni, 25 novembre 1822.
W F. Quinci, Marta Luisa di Borbone. Gii affari ecclesiastici nel Ducato di Lucca (1X18-1824), Lucca, San Marco Linoripo, 1999, pp. 58-84.
'7,f' ASF, Esteri, reg. 156, prot. 70, aff. 25; lettera del ministro lucchese Ascanio Mansi a Fossombroni del 30 giugno 1820.
7 ASF, Esteri, f. 2392, ins, 7; Gassoni a Fossombroni, 21 aprile 1821.