Rassegna storica del Risorgimento

Granducato di Toscana. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <502>
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Gabriele Pao/ini
se, e costringerlo a dichiarate se. sono o no seguite le cessioni del Demanio asse­gnato alla lista civile, e quando lo siano dimandare là loro revoca, o un arto auten­tico con cui la Duchessa sì obblighi a far ritornare la proprietà di detti beni nel demanio di quello Stato salvo il rilasciare a chi vuole le rendite durante il possesso di quei Ducato. Se sarà risposta negativa la Corte di Toscana avrà diritto di dichia­rare che non potendo né dovendo lasciar pregiudicar le ragioni e gli interessi della Corona con atti cotanto illegali e contrari ai Trattati, si trova nella necessità di compensarsi sino alla debita concorrenza del valore del demanio alienato con ritener la prestazione annuale supplementaria, ed allora la Corte di Vienna a cui si faranno conoscere i motivi di questa risoluzione, interverrà per appoggiarla e per proteggere il tatto regolarissimo del Nostro Sovrano .74)
Un'altra iniziativa della Duchessa Maria Luisa foriera di gravissimi danni per le finanze granducali era la costruzione di una nuova strada fra Lucca e Modena. Una volta realizzata, i traffici fra la Lombardia e il Medi­terraneo sarebbero stati abbreviati di 35 miglia rispetto all'unico collega­mento allora esistente, quello fra Modena e Pistoia. Se opportunamente po­tenziato allo scalo di Viareggio si sarebbero potute sbarcare le merci dirette nell'alta Italia e attraverso la nuova strada giungere direttamente a Modena e di qui a Milano, senza toccare le dogane toscane; la banca pistoiese Rossi-Cassigoli, che gestiva i traffici fra Modena e Pistoia, aveva già annunziato che a strada ultimata si sarebbe trasferita a Lucca, causando così la mancata messa in circolazione in Toscana di 4 milioni di lire all'anno.75)
Corsini si rivolse ancora una volta a Metternich, sostenendo che la nuova strada violava il trattato del 1777 concluso dalle corti di Vienna, Fi­renze e Modena in base al quale fu costruita la strada fra Modena e Pistoia; raccomandava quindi di intervenire presso Francesco IV per interrompere i lavori nel suo territorio, ribadendo che la Duchessa era una semplice usu-fruttuaria rispetto alla Toscana il di cui sovrano è il padrone diretto di Lucca,76) ed in ogni caso a reversione avvenuta la nuova strada sarebbe stata senz'altro abbandonata. Metternich disse a Corsini che avrebbe agito non solo sulla base del trattato del 1777, che non prevedeva che la strada per Pistoia dovesse essere l'unica, ma sugli speciali interessi che legavano le due corti di Vienna e Modena; non riteneva invece opportuno fare pressio­ni su Lucca quando si poteva ottenere l'intento con impedire a Modena la
74> ASF, Esteri f. 1157, ins. 58; Corsini a Fossombroni, 8 dicembre 1822. La vicenda si sarebbe chiusa con esito negativi) per le richieste toscane: cfr. F. DE FEO, La reversione del Ducale di "Lucca nei 1847, in Archivio Storico Italiano, 1966, n. II, pp* 1-6.4-1dS.
*5> ASF, Etteri, 2392, ins. 7; rapporto del Regio Commissario di Pistoia a Fossombro­ni dei 17 settembre 1819.
1G> ASF, Esteri, 1157, ins. 47; Corsini a Fossombroni, 15 dicembre 1822.