Rassegna storica del Risorgimento

Granducato di Toscana. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <503>
immagine non disponibile

MMmùch e la Toscana (1821-1822) 503
continuazione di detta strada senza incorrere in una interpretazione dei trattati che l'Austria da sola non avrebbe potuto rivedere,77)
Negli anni successivi la costruzione di un'altra strada avrebbe creato ancora problemi ai ministri toscani; si trattava di una nuova arteria, dal 1817 fortemente voluta dall'Austria per scopi militari, che avrebbe unito Piacenza, attraverso i territori toscani in Lunigiana, con il confine modenese nei pressi di La Spezia.78) Nel 1818 l'ingegnere Alessandro Manetti fu inviato a Milano in qualità di rappresentante toscano presso la Commissione preposta allo studio dei lavori;79) il granduca e i suoi ministri proponevano che la strada passasse per Pontremoli, anziché per Fivizzano, poiché questo tratto avreb­be richiesto una spesa molto maggiore, ma soprattutto perché interessava un territorio che doveva essere ceduto a Modena. Le trattative ripresero solo nel 1825, sempre con la contrarietà della Toscana circa il tratto di Fi­vizzano, che avrebbe potuto favorire il porto di La Spezia rispetto a quello di Livorno.
Nel 1826 il nuovo Granduca Leopoldo II si recò in Germania e parlò con l'imperatore di tale questione, cui era strettamente legata quella di modificare i confini con Modena all'epoca della reversione di Lucca; Fran­cesco IV proponeva di anticipare la cessione di Fivizzano dietro il paga­mento di una rendita annua alla Toscana, mentre quest'ultima avrebbe pre­ferito invece la modifica dei confini secondo il progetto già presentato da Corsini a Verona. Di fronte alla stasi delle trattative, nel settembre 1828 Leopoldo II abbandonò le vie diplomatiche e si rivolse direttamente all'Im­peratore, chiedendogli di porsi arbitro tra Firenze e Modena; nel marzo successivo Francesco I decise che la Toscana avrebbe trovato il capitale occorrente per la strada, che sarebbe stata portata a termine sotto la vigilan­za di Modena; il Granducato aveva l'obbligo di mantenerla fino alla rever­sione, allorché Modena avrebbe restituito il capitale senza corrispondere i frutti.80) Tuttavia i problemi legati alla reversione di Lucca avrebbero costi­tuito ancora per molti anni il tema dominante della politica estera toscana, come indicava Corsini a Leopoldo II nel 1826:
Ibidem. Successivamente la realizzazione delia strada fu abbandonata a causa dell'as­soluta impraticabilità del terreno.
7I*> Ad essa accenna N. BIANCHII, Storia documentata della diplomazia europea in Italia ck, YOI. IT, pp. 156-157.
?9> Su tutta la vicenda cfr. la meritoria riassuntiva per il Granduca (senza data, ma 182 ASF, Segr.Gab.App., f. 12, ina, 4.
o> ASF, Esteri, reg. 265, prot. 180, af*f. 32. Cfr. anche le due lettere di Francesco 1 a Leopoldo II del 24 luglio 1827 e del 4 novembre 1828: N. BIANCHI, Storia documentata della diplomala europea in Italia eie, voi. II, pp. 409-411.