Rassegna storica del Risorgimento
Granducato di Toscana. Storia politica. Secolo XIX
anno
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2000
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Gabriele. Caolini
misura dei pubblici tributi. Da tutto ciò avrà l'E.V. luogo di rilevare che non si tratta più, come temevasi, di deliberare sopra uno Statuto comune da darsi all'Italia, o sopra una Confederazione organizzata sopra istituzioni politiche uniformi da stabilire in ciascuno Stato, ma soltanto di dare il nostro voto sopra l'ordine di cose da stabilirsi a Napoli in quanto può interessare la tranquillità interna ed il mantenimento delle forme attuali di Governo degli altri Stati. Bensì nello stato di effervescenza e di agitazione in cui sono i spiriti italiani, ogni stabilimento di tale specie merita uno scrupolosissimo esame, per il partito che possono trarne i malcontenti, o i censori che non mancano in nessun paese, per domandare istituzioni conformi, e siccome potrebbe accadere che anche con rettissimi fini si proponessero dai Governi stranieri misure poco adatte alle circostanze nostre, conviene che i Governi Italiani siano d'accordo non solo in genere, ma anche in specie sulle cose da ammettersi e da escludersi. Non ignoro che vi sono già delle idee immature che sono nate nella mente di alcuni di questi Ministri delle grandi Potenze. Per esempio il Principe di Metternich ha manifestato il progetto di un Senato, e questo, oltre essere un titolo che richiama in Italia l'idea di un Corpo Politico deliberante, ha l'inconveniente di costringere o a dargli attribuzioni importanti, lo che sarebbe pericolosissimo, o a dargli funzioni insignificanti, ed allora la censura del pubblico si eserciterebbe a screditare gli autori di questa istituzione come se avessero voluto alluminare i popoli con un Corpo maestoso solamente nel titolo e ridicolo nelle sue prerogative.
Meglio a senso mio il tener fermo che non vi deve essere nessun Corpo politico deliberante indipendentemente dal Sovrano, e che soltanto questo Sovrano deve essere chiarito e illuminato da diversi consigli e pareri sopra gli affari più importanti dello Stato. Ed allora classando bene e regolarmente le attribuzioni tanto ministeriali quanto di un altro Consiglio Consultivo si ispira più fiducia appunto perché non si è voluto fare illusione a nessuno sul mantenimento delle forme monarchiche assolute. Non sono stato ancora in grado di bene approfondire quali siano le vedute del Ministero Russo, ma non sarei sorpreso che vi fosse fra quei Ministri chi avesse anche più di un progetto di organizzazione interna di Stati; ma riserbandomi di trattare con questi Ministri per dimostrar loro ciò che conviene e ciò che non conviene all'Italia, il sistema di far tutto proporre al Re di Napoli per mezzo di un ministro di sicure massime quale è il principe Ruffo, è a mio avviso il mezzo migliore di sconcertare ogni piano poco ragionevole.