Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno
<
2000
>
pagina
<
510
>
510
Martina Simeti
dominato forse i dibattiti sull'istruzione superiore sin dagli anni immediatamente successivi all'unità e che la proposta autonomistica fece riemergere prepotentemente.
Eppure che la proposta di Baccelli avrebbe suscitato malumori da parte della periferia era stato dato per scontato sin dall'inizio. Da quando il ministro, subentrato da poco a Francesco De Sanctis, aveva anticipato i contenuti della riforma in un discorso tenuto presso la Società di letture e conversazioni scientifiche di Genova2) nell'autunno del 1881. Già allora gli osservatori di cose universitarie forti dell'insegnamento dei precedenti tentativi con cui il potere centrale aveva cercato di razionalizzare il sistema universitario attraverso una diminuzione del numero degli atenei avevano fatto presente che il sistema di selezione naturale previsto da Baccelli essendo, seppur in modo mediato, carico di conseguenze sulla fragile sopravvivenza delle università minori, rischiava di sollevare una forte opposizione da parte dei rappresentanti delle piccole università cittadine.3) Non era difficile pensare che, come già era avvenuto con gli articoli della Casati riguardanti la soppressione dell'università di Sassari prima, e in occasione del disegno riduzionista di Matteucci poi, quel progetto avrebbe suscitato massicce mobilitazioni dei rappresentanti locali in Parlamento.4) Quella prospettiva, ancor più verosimile in un contesto come quello dei primi anni Ottanta dominato da politiche di mediazione e compromesso,5) contribuiva a diffondere un certo scetticismo circa le possibilità di successo della riforma autonomistica.
Tuttavia, pur essendo diffuso il timore che il progetto potesse finire per ingombrare gli archivi del Parlamento, annesso alla già lunga serie di riforme mancate, nessuno dubitava che il sistema universitario necessitasse di un profondo ripensamento. Fu così che intorno al disegno di legge Baccelli sorse un dibattito di proporzioni enormi che tenne impegnata l'opinione pubblica per svariati anni a discutere sulle modalità con cui ridefinire organizzazione, mezzi e fini dell'ultimo gradino del sistema della pubblica istruzione in rapporto alle esigenze di una realtà sociale ed economica nel pieno di una repentina trasformazione. A fare da protagonisti furono gli
'> U discoeso di Baccelli è riprodotto con j] titolo La scuola popolare. L'autonomìa delle Università, in Giornale della Società di lettere e conversazioni scientifiche di Genova; 1881.
3) G. ARCOLEQ, li progetto Baccelli sull'istruzione superiore, in // Piccolo, 15 dicembre 1882.
É Si vedano rispettivamente le puntuali ricostruzioni dì G. Pois, L'Università di Sassari nell'Italia liberale, Sassari, 1992 e 1 PORCIANI, La Stato unitario di fronte alla questione delle università, in . PORCI A NI (a cura di), L'Università tra Otto e Novecento: i modelli europei e il caso italiano, Napoli, Jovaie editore 1994, pp. 135-184.
9 A.M. BAKtl, Storia della borghesia italiana. L'età liberale, Roma, Donzelli, 1996, p. 195.