Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <511>
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La riforma Baccelli 511
stessi problemi affacciatisi al momento dell'Unità e che lungi dall'esser stati risolti si riproponevano da allora con costante periodicità. Si trattava anzi­tutto della questione del numero e della distribuzione territoriale delle uni­versità, del grado di ingerenza dello Stato e dell'antico conflitto con la Chiesa o ancora del fine duplice, professionale e scientifico, dell'istruzione superiore; questioni che in quell'occasione furono al centro di riflessioni im­portanti e destinate ad esercitare una profonda influenza sulle future vicende dell'istruzione in Italia fino almeno alla riforma Gentile.6)
Si trattò di una discussione in molti casi di alto livello, non di rado dai toni accesi, che trovò i principali momenti di visibilità nei giornali quotidia­ni. Fu proprio grazie alla stampa, tanto nazionale che locale, che nel 1881 si avviò il dibattito, e che prosegui sino alla conclusione déH'iter parlamentare del disegno di legge. Gli scritti comparsi sui giornali in merito alla riforma universitaria, fossero essi veri e propri articoli o semplici lettere aperte, furono moltissimi. Una quantità tale che induce a riflettere sia sulla ricchez­za di materiale offerta dalle pagine dei giornali un genere spesso trascu­rato perché considerato poco nobile rispetto agli atti parlamentari sia sulla diffusa consapevolezza nelle classi colte del valore costituzionale del­l'università nella costruzione della nazione, al pari dell'esercito e della buro­crazia.7) Questo materiale, rimasto finora inesplorato, risulta inoltre davvero illuminante per cogliere alcuni peculiari caratteri della storia dell'istruzione superiore e della realtà accademica e politica in un momento cruciale nelle vicende dell'Italia postunitaria.
Con questo studio, basato su sistematiche incursioni in alcuni impor­tanti giornali si intende cominciare a colmare tale lacuna contribuendo così ad arricchire il dibattito che accompagnò la riforma Baccelli e a fare luce sulle ragioni che concorsero al suo fallimento. Il presente lavoro ha però
Sul progetto Baccelli si vedano anzitutto A. SACCOMANNO, Autonomia universitaria e costituzione, parte I: L'autonomia universitaria nello Stato liberale, Torino, 1989 e B. PALMA L'Università tra accentramento e autonomia, Urbino, 1983, in particolare pp. 77-85. Di recente si è soffermata ampiamente sulla triplice autonomia F. COLAO, ha libertà di insegnamento e l'autonomia nell'università liberale. Norme e progetti per l'istruzione superiore in Italia (1848-1923), Milano, Giuffrè, 1995. Va segnalato poi il saggio di Antonio La Penna sulla questione dei modelli stranieri di università In cui ha dedicato alcune interessanti riflessioni al dibattito sull'autonomia: A. LA PENNA, il modello tedesco e il modello francese nel dibattito sull'università italiana, in S. SOLO ANI - G. TURI (a cura di), Fare gli italiani. Scuola e cultura nell'Italia contemporanea, voi. I: La nascita dello Stato nazionale, Bologna, il Mulino, pp. 171-212; L. BELLATALIJ, Il progetto di legge baccelli: la triplice autonomia dell'università, in Scuola e città, a. 41 (1990), n. 7, pp, 277-285; L BERLINGUER, L'autonomia universitaria tra legge Casati e riforma Gentile. Prime considerazioni, in Scritti di storia del diritto offerti dagli allievi a D. Muffii, Padova, Antenore, 1991, pp. 564*570.
P. SCHIERA, // laboratorio borghese. Scienza e politica nella Germania dell'Ottocento, Bo­logna, il Mulino, 1987.