Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia del Risorgimento. Secolo XIX
anno
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2001
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pagina
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25
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DOMENICO MAURO
Giornalista di valore, collaboratore di numerose riviste, scrittore fecondo, d'ingegno versatile, proteso verso interessi culturali vari, Domenico Mauro fu un patriota convinto, un assertore perseverante e un protagonista dei Risorgimento, dalla personalità apparentemente contraddittoria, ma coerente nel pensiero e nell'azione. Un uomo semplice, che non parlava mai di sé; stimava naturali tutte le azioni che il mondo chiama eroiche, quasi egli non sapesse o non potesse fare altrimenti. Non aveva mai creduto che compiere il proprio dovere fosse scala a ricompense.1)
Fu il gruppo della sinistra napoletana, che si raccoglieva intorno a II Popolo dltalia e al suo direttore Giorgio Asproni, a candidare Domenico Mauro nel Collegio elettorale di Lucerà per le elezioni suppletive del 1864, ma, con soli 46 voti, fu sconfitto dal brindisino Cesare Braico. Lontano dal luogo di origine e quasi sconosciuto agli elettori, pagò così il prezzo di una diffìcile candidatura. Ma Tanno dopo, per le elezioni generali del 22 ottobre, si ripresentò a Lucerà, e questa volta ottenne la rivincita, facilitata dalla scialba presenza al parlamento dello stesso Braico, che aveva fatto rimpiangere la figura austera del precedessore, il lucerino Gaetano De Peppo. Per quella competizione la lotta elettorale venne affrontata dai democratici con associazioni locali, che designarono i candidati, formularono i programmi e svolsero la propaganda 3
I due anni circa, intercorsi dal gennaio 1864 alle nuove elezioni dell'ottobre 1865, bastarono a far conoscere agli elettori la personalità patriottica e poetica del Mauro e a procurargli il successo, riuscendo a spuntarla non solo sul Braico, ma addirittura su Ruggero Bonghi, esponente della destra e
') FRANCESCO DE SANCTJS, La scuola cattolico-liherah e il Romanticismo a Napoli, Torino, Ed. Einaudi, 1953, p. 95.
3 ALFONSO SCIROCCO, / democratici italiani da Sopri a Porta Pia, Napoli, ESI, 1969, p. 309.