Rassegna storica del Risorgimento

Risorgimento. Storiografia
anno <2001>   pagina <27>
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Domenico Mauro
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giorni successive in Calabria, negli Abruzzi, nell'Umbria, nelle Marche, a Lucca e nelle Legazioni.4)
Ora, nel mentre gli uni prevedevano un'iniziativa contemporanea nelle Legazioni e in Sicilia, seguita possibilmente dalla Calabria e dagli Abruzzi e gli altri subordinavano invece il moto di Bologna e della Romagna all'insurrezione di Napoli e delle altre province meridionali ,5) l'unico centro in cui si pensava seriamente alla possibilità di passare all'azione pareva fosse Cosenza, perché i nuclei settari calabresi erano più consistenti nel Cosentino [...] e nel Reggino; epperò anche qui i dissensi interni e il successivo arresto dei principali sostenitori dell'iniziativa Domenico Mauro e Giovanni Mosciaro, impedirono l'attuazione dei propo­siti.6) E così, per quella pericolosa incrociatura dei progetti, per la catena di contrattempi inevitabili in disegni macchinosi e incentrati su combinazioni addentellate tra loro, per le informazioni fornite da agenti provocatori come l'Accursi e il Partesotti alle autorità dei vari Stati che contribuirono a metterle sull'avviso, il proposito rivoluzionario falli, e il Mauro fu arrestato e trattenuto prima a Cosenza dal cui carcere diresse i moti cosentini del 15 marzo 18447) e in cui conobbe gli sfortunati fratelli Bandiera , e poi condotto a Napoli. Liberato a metà del 1844, col per­messo di restare a Napoli, ma sotto sorveglianza , prese a frequentare il Caffè Buono a Toledo, dove leggeva Dante con intenti civili.
In contrapposizione al moderato orientamento tipico dei gruppi lega­ti alla grande o media proprietà terriera, che respingeva la prospettiva dell'appello alle masse popolari, egli rappresentava una tendenza più radicale, che si poneva in una qualche misura il problema del rapporto con il "popolo", e quindi con i contadini , tendenza che in lui si era delineata a seguito delle riflessioni sul fallimento dei piani insurrezionali relativi alla Calabria e collegati con i progetti di Napoli e delle Legazioni della metà del
*ì ìvit pp. 378-379.
5) H movimento della Romagna dipende da quello di Napoli. Cioè Romagna si sa­rebbe mossa se Napoli faceva {ivi, p. 381, n, 69),
*'> Jw, p. 403 e p. 383, n. 79.
?> La sommossa cosentina del 15 marzo 1844 era stata preparata da un gruppo nel quale era presente anche una componente democratica e filomazziniana [...]. Il tentativo intrapreso dopo una sede di contatti con il comitato di Napoli e nella speranza che esso potesse essere assecondato da Reggio e Messina, restò invece isolato e si esaurì quindi rapidamente dopo uno scontro tea gli insorti (circa un centinaio) e la gendarmerìa, Nel moto cosentino persero la vita 4 insorti; il successivo processo contro i 76 imprigionati si chiuse con 21 condanne a morte (di cui 6 eseguite) e altre numerose condanne a pene detentive (fvl, pp. 406-407, n. 207).