Rassegna storica del Risorgimento

Risorgimento. Storiografia
anno <2001>   pagina <188>
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Angelo Tamborra
quel degré d'égarement peuvent conduire l'exaltation et Fenthousiasme . Soprattutto la rivista rimprovera ironicamente al Montalémbert di aver as­similato i Polacchi ai primi martiri cristiani, quando invece il a habilement passe sous silerièe iles pillages, les vengeances et les assassinats qui signalè-rent la première nuit de Tinsurrection, le 17 novembre 1830 [...]. Est-ce ainsi qui commencent les saintes insurrections? Les autres de ces excès étoient-ils animés de l'esprit de foi et de piété? [...] . E come, infine, fra i versetti delle litanie dei pellegrini polacchi vi è la preghiera Concedici la guerra generale per la libertà dei popoli, ve ne scongiuriamo, o Signore, particolarmente duro è il commento de L'Ami de la Religioni En vérité ces gens là sont fous et, ce que nous avons de mieux à faire, c'est de prier Dieu de leur rendre le sens commuti;14)
Non vi poteva essere dunque divisione più netta, nel cattolicesimo francese, intorno agli avvenimenti di Polonia del 1830-31.
IV CAVOUR
H 5 maggio 1831 un oscuro ufficiale del Genio, sino a poco prima in servizio a Genova città di spiriti liberali e rivoluzionari era stato tra­sferito, quasi in punizione, alTinospite forte di Bard. Il giovane ufficiale, appena ventunenne, era il conte Camillo Benso di Cavour ed il motivo del provvedimento era la circostanza che giusto a Genova aveva espresso il suo aperto consenso alla rivoluzione di Luglio in Francia. Il fatto aveva destato scalpore, nella piatta, stagnante atmosfera reazionaria del regno di Carlo Fe­lice. Lassù, al forte di Bard, chiuso e severo fra le montagne valdostane, il tenace e già maturo ufficiale ebbe modo di meditare sulla impossibilità di esprimere un qualche giudizio politico indipendente finché avesse vestito l'uniforme: pochi mesi più tardi, il 12 novembre 1831, chiese ed ottenne di dimettersi dal servizio di Sua Maestà Sarda.
Un uomo di tale temperamento e che, poco più che ventenne, rivelava simile indipendenza di giudizio e maturità di pensiero politico, non poteva non rimanere colpito dagli avvenimenti di Polonia. Il loro legame imme­diato con la rivoluzione di Luglio, la consapevolezza già in lui chiara che i destini di libertà dei popoli europei fossero indivisibili, le prese di posizione della stampa liberale, radicale e cattolico-liberale di Francia a favore degli insorti polacchi, tutto conduceva il Cavour a schierarsi anch'egli al loro fianco. Non lo poteva fare apertamente, perché già gli erano costate molto
w) VAnii de la Keligion, voi. 45, n. 2144, agosto 1833, p. 145.