Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno
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2001
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pagina
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228
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228 Stefania Magliari?
Stato del 9 luglio 1855 sul provvedimento dell'Intendenza generale di Savona relativo alla cancellazione dalle liste amministrative del marchese Landi, del marchese Scotti e del duca Fogliarli Sforza: tutti nativi e dimoranti in Piacenza, siccome quelli che non essendo sudditi di questi Regii Stati, non potrebbero essere ammessi all'esercizio dei diritti politici, o elettorali, siccome già venne costantemente deciso dalle Autorità e Tribunali competenti.9) A questo si aggiungeva: Che non vale l'addurre essere i medesimi stati finora sempre iscritti nelle liste in quistione, e non essere applicabile alle liste amministrative l'art. 26 del Codice civile.1 Quando si giungeva alla cancellazione dalle liste certamente si poneva anche il problema del perché i soggetti interessati erano stati precedentemente inclusi; molto spesso, subito dopo l'Unità, come vedremo anche nel caso di cui dobbiamo occuparci, ciò avveniva sulla base della consuetudine, altre volte però vi erano a monte questioni molto più complesse che sfuggivano agli amministratori locali.11) Comunque, in riferimento al caso dell'Intendenza di Savona, si sottolineava che uno straniero poteva essere incluso nelle liste amministrative in soli tre casi: con la naturalizzazione per regio decreto; in virtù di eventuali trattati speciali per il godimento dei diritti civili; per diritto di reciprocità, cioè nel caso in cui i sudditi sardi fossero ammessi ai diritti civili, non esclusi quelli elettorali amministrativi, nel Paese di provenienza del richiedente.12)
In generale, e quindi non soltanto per gli stranieri, la normativa in materia elettorale era poco chiara e spesso si accavallavano e si confondevano anche le disposizioni tra diritti amministrativi e politici; una evidente prova di ciò l'abbiamo nelle continue revisioni delle liste. Probabilmente si trattava anche di un compito impari per le appena costituite Giunte municipali chiamate a darsi una propria organizzazione e a svolgere compiti sulla base di un grandissimo numero di leggi e regolamenti, per molte di loro completamente nuovi; rispetto alle liste poi esse dovevano compilare sia le amministrative che le politiche, con ulteriori rischi di confusione. Dopo la pub-
Si hi, p. 711.
W) Ibidem.
H) Nel caso deinrttendenza di Savona, i personaggi citati erano stati iscritti nelle liste amministrative nel 1848 quando il ducato di Parma e Piacenza era temporaneamente entrato sotto il controllo piemontese. Concluso il convulso biennio è facile immaginare che la revisione delle liste non. fosse uno dei primi problemi affrontati. Si può ipotizzare che una maggiore attenzione alla posizione giuridica degli stranieri presenti nel Regno fosse seguita al contrasto con l'Austria per il sequestro dei beni dei patrioti lombardi rifugiatisi in Piemonte dopo i moti mazziniani del febbraio 1853.
'2j Landi, Scorti e Fogliarli Sforza non rientravano in nessuno dei tre casi e furono quindi cancellati dalle liste.